Bosnia, un percorso cominciato dopo la guerra

IVREA "Tra il bene e il male (La Bosnia, il dopoguerra, la battaglia contro tumori e inquinamento a Zenica)" è il titolo del libro curato da Alessia Canzian per ReTe ong e pubblicato da Infinito edizioni, che venerdì 13, alle 21, sarà presentato durante un incontro in programma alla Libreria Mondadori, in piazza Freguglia 13. All'appuntamento interverranno, accanto alla curatrice, Maria Cinzia Messineo, presidente di Re.Te. ong e autrice dell'introduzione, e Luca Giliberti, referente Balcani di Re.Te. ong. «Un bel percorso, fatto di segnali, di bisogni, di domande e di risposte lega la comunità piemontese a quella del Cantone bosniaco-erzegovese di Zenica-Doboj. - raccontano le note di presentazione -. Molti sono i protagonisti di questa storia, cominciata subito dopo la fine della guerra in Bosnia Erzegovina (1992-1995) e ancora non del tutto conclusa. È la storia di donne e di uomini che hanno investito una parte della loro vita per realizzare un desiderio di sviluppo equo. Tutto è cominciato in un paesino, Breza, con l'attivazione di un programma di screening contro i tumori femminili e un sostegno vero all'associazionismo». «Da qui - continuano - si è arrivati a creare, a Zenica, grazie all'impegno della Regione Piemonte e dell'ospedale Molinette di Torino, prima il reparto di Oncologia del locale ospedale cantonale, poi quello di Radioterapia, doppia chance insperata di avere una possibilità di cura contro i tumori per i cittadini di una delle città più inquinate e a rischio sociale dell'intero Paese. Anni di cooperazione decentrata narrati in un racconto che dimostra come nascono, prendono avvio, si evolvono e giungono a felice compimento i buoni progetti di cooperazione internazionale».ReTe ong è una organizzazione non governativa italiana, da trent'anni impegnata in un percorso che accompagna i processi di miglioramento della qualità della vita delle comunità in Africa, America Latina, Balcani ed Europa, per restituire dignità a quella parte di popolazione che vede negati i propri diritti al cibo, all'istruzione, all'infanzia, alla salute, a un lavoro degno, alla terra. "ReTe" è anche l'acronimo per reinventare tecnologia, redistribuire tecnologia e restituire tecnologia: tutt'e tre le accezioni sono corrette e si possono usare indistintamente a seconda del contesto in cui vengono inserite. Si dà, tuttavia, preferenza a redistribuire tecnologia. Re.Te. lavora quindi per un'economia solidale, per lo sviluppo organizzativo delle cooperative comunitarie e le associazioni di base e per la salvaguardia ambientale in relazione allo sviluppo umano e sociale. Franco Farnè