Tanti giovani per l'addio allo chef Paolo
CHIAVERANO Erano soprattutto giovani, pervasi da un'enorme tristezza che traspariva dagli occhi, quelli che, tra 300 persone, nel pomeriggio di ieri, martedì 10, a Chiaverano, hanno accompagnato per l'ultimo viaggio terreno Paolo Macrì, chef al ristorante Ocio di Ivrea, stroncato a 29 anni da un' emorragia cerebrale, la mattina di Pasquetta nella sua casa in corso Carlo Zuffo. Una morte improvvisa, per cause naturali, come ha confermato l'esame autoptico, disposto dalla Procura di Ivrea ed eseguito nel pomeriggio di venerdì scorso nel centro di medicina legale di Strambino. Si era addormentato Paolo tra le braccia della sua compagna Cinzia, e non si era più svegliato. Sarà la forza, non solo fisica, ma legata al valore dell'amicizia, che si è vista tangibilmente durante il funerale, a dare sostegno alla compagna, alla mamma Catia e alla sorella Sabrina, già provati l'anno scorso da un altro lutto. In un infortunio sul lavoro, avvenuto a Gravere, in alta Valle di Susa, aveva perso la vita il padre di Paolo. SI chiamava Giuseppe, aveva 60 anni, ed era un dipendente dell'impresa Mattioda.Una forza che plasticamente si è tradotta nel lungo corteo, partito dall'abitazione con la bara portata a spalle dagli amici, fino alla chiesa parrocchiale di San Silvestro Papa, arroccata in via degli Alpini nella roccia scavata cinque secoli fa. C'erano gli amici e colleghi di lavoro del Panigaccio di Chiaverano, dove Paolo aveva lavorato come cuoco subito dopo il diploma conseguito alla istituto alberghiero di Chatilloni, e dell'Ocio. C'erano, con le loro mountain bike e l'abbigliamento da gara, i giovani atleti del team Fulvia Pagliughi di Ivrea, di cui Paolo faceva parte da tre anni con ottimi risultati. C'erano gli amici dei Conti di San Lorenzo, con cui Paolo condivideva la passione per il Carnevale di Ivrea: loro lo hanno salutato con un semplice "Ciao Paolo", e di certo resterà nei loro cuori. E c'erano i tanti parenti: gli zii, i cugini, stretti intorno alla mamma Catia e alla sorella. Dopo le esequie, officiate dal parroco Arnaldo Bigio, il corteo è proseguito nel cimitero di Chiaverano dove Paolo è stato sepolto accanto al padre. (l.m.).