Furti e vandalismi contro i pescatori
CANDIA CANAVESE Ritornano gli atti vandalici nel parco naturale del lago di Candia che, secondo le segnalazioni dei residenti, avrebbero riguardato le barche di alcuni pescatori, ormeggiate nella zona del Lido. Ma il fatto più grave è avvenuto nella notte tra venerdì e sabato scorsi: i soliti ignoti hanno rubato cinque reti da pesca lunghe 50 metri ciascuna, per un valore di circa 300 euro, che un pescatore di Candia Canavese, munito di regolare autorizzazione per la pesca concessa dal Comune, aveva steso nel lago con tanto di cartellini per l'identificazione dei proprietari da parte di chi fa i controlli. A scoprire il furto lo stesso pescatore, G.M., 58 anni, residente nel paese lacustre, che venerdì di buon mattino era tornato sul lago con la sua barca. L'uomo ha poi presentato denuncia ai carabinieri di Caluso senza però poter fornire molti elementi utili per le indagini. «Quando giovedì sera ho teso le reti non ho notato niente di particolare - racconta il pescatore -. Potrebbe trattarsi dei vandali che nei giorni scorsi qualcuno avrebbe visto aggirarsi nel parco, oppure qualcuno che mi aveva notato e che voleva prendersi le mie reti (ed i pesci che erano finiti dentro ndr), non certo per rivenderle, ma per pescare a sua volta. O ancora di persone contrarie alla pesca nel lago dopo le polemiche sollevate il mese scorso da coloro che invece praticano la pesca sportiva». Il sindaco Albero Salzone al momento non è conoscenza di atti vandalici, ma non si stupisce per il furto. «Purtroppo non è una novità. Servirebbe una maggior sorveglianza da parte degli enti preposti. E quindi delle guardie venatorie». La pesca nelle acque del lago di Candia ha tradizioni antiche ed è disciplinata da un regolamento comunale, rivisto ed approvato nel 2016 in sede di consiglio comunale. La pesca con le reti, ad esempio, è consentita solo tre giorni la settimana ed è proibita in determinati periodi dell'anno e nell'area protetta. «Il regolamento che disciplina periodi di pesca, orari, ed utilizzo di attrezzi -ricorda il sindaco - esiste in quanto il Comune di Candia, quale rappresentante dei cittadini, è titolare dell'uso civico di pesca che grava sul lago e quindi al Comune spetta l'onere di disciplinare le modalità di esercizio dei diritto civico di pesca secondo le secolari consuetudini per evitare forme di esercizio smodato che possono compromettere la capacità produttiva del lago».Chi non rispetta il regolamento rischia multe da un minimo di 50 fino a un massimo di 500 euro. Lydia Massia