Rapina a mano armata all'ufficio postale

CHIVASSO Armi spianate lo scorso venerdì nell'unico ufficio postale della frazione Castelrosso di Chivasso, che si trova in via Casale, sotto il porticato di un antico palazzo, di fronte alla grande piazza della chiesa parrocchiale. Verso le 12 un rapinatore, con il volto celato da un passamontagna e le mani coperte da guanti, armato di pistola, è entrato nell'ufficio, che ha tre postazioni, ed ha subito puntato l'arma verso una delle tre impiegate. La donna, sotto choc ha aperto uno dei cassetti e ha consegnato al malvivente tutto il denaro che conteneva, poco più di 200 euro. Il rapinatore, che di certo non era un professionista, ha arraffato il denaro senza insistere, ed è fuggito verso la piazza dove ad attenderlo doveva esserci un complice in auto. L'azione è stata fulminea. Così anche l'arrivo di due pattuglie dei carabinieri del nucleo radiomobile di Chivasso, dopo l'allarme lanciato dalla direttrice. Dei rapinatori però non c'era più traccia: fin troppo facile la veloce via di fuga lungo la provinciale in direzione di Verolengo. Una delle addette dell'ufficio postale è stata colta da un leggero malore per lo spavento e ha dovuto poi ricorrere alle cure dei medici del 118 arrivati con un'ambulanza. Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri sarebbe da escludere un collegamento con le tre rapine avvenute nei giorni scorsi ai danni di due edicole-tabaccherie di San Benigno e di una farmacia di Bosconero. Rapine, queste ultime, legate dal comune denominatore di una banda composta da giovani malviventi. Al vaglio degli inquirenti ci sono comunque le immagini registrate delle telecamere di videosorveglianza, sia esterne che interne dell'ufficio postale che potrebbero aver colto gli istanti della rapina. In tutti i casi si tratta però dell'azione di disperati, forse di tossicodipendenti. Lydia Massia