Pronti alla sfida per salvare i 103 posti

di Rita Colaw IVREA La politica si schiera al fianco dei lavoratori Arca in quella che si annuncia una difficile vertenza. E i parlamentari locali annunciano la propria presenza all'incontro di mercoledì mattina alle 9 in sala Santa Marta, con la Regione.Arca, una multinazionale americana che a fine 2014 aveva acquisito i due stabilimenti Cts e Cts Cashpro e investito, nella riorganizzazione, 17 milioni di euro, ha aperto lunedì scorso una procedura di licenziamento collettivo per 102 addetti su 282 e un dirigente su 11. La levata di scudi è stata senza tentennamenti e al primo incontro di procedura, in Confindustria Canavese, i lavoratori hanno spuntato una timida apertura della dirigenza a confrontarsi con il fondo americano che controlla la società per capire se sia possibile riavviare una discussione mettendo sul piatto contratti di solidarietà invece dei licenziamenti. L'incontro verità sarà alla metà di aprile, ma intanto le istituzioni e la politica si compattano attorno all'ennesima crisi industriale di un pezzo di saper fare Olivetti che viene falcidiato dai tagli su un territorio che in vent'anni ha vissuto la fine della grande impresa e tentato la strada della diversificazione economica e oggi cerca di convincersi che i segnali di ripresa sono concreti nonostante le contraddizioni. Mercoledì mattina, quindi, la Regione, con l'assessora Gianna Pentenero, incontrerà lavoratori, sindacato e istituzioni. Il sindaco Carlo Della Pepa ha detto, partecipando al presidio davanti a Confindustria Canavese di giovedì pomeriggio, che dovrebbe intervenire anche la vicepresidente del Senato Anna Rossomando. E non mancheranno i parlamentari locali appena eletti al loro primo impegno concreto nei confronti del territorio dopo le elezioni del 4 marzo. L'onorevole Alessandro Giglio Vigna, Lega, dice di essere stato contattato da alcuni lavoratori e di avere subito chiesto delucidazioni a Regione e sindacato: «Ho dato la mia totale disponibilità a partecipare a tavoli e iniziative, a iniziare dall'assemblea di mercoledì 4 in Santa Marta e, nel caso in cui i lavoratori lo richiedessero e fosse utile, a portare la questione in ambito romano». «Oltre alla solidarietà mia e della Lega ai lavoratori, il mio appello è di poter essere un mezzo nel caso ve ne fosse la necessità. Più di 100 persone senza lavoro, oltre agli evidenti drammi personali e famigliari, rappresentano un dramma collettivo per Ivrea e il Canavese. Mantra assodato della Lega - ci tengo a dirlo - il lavoro deve rimanere nel nostro Paese». L'onorevole Francesca Bonomo, Pd: «Se fossero confermate le intenzioni espresse dall'azienda sarebbe un duro colpo per l'occupazione nell'eporediese. Noi saremo a fianco dei lavoratori in questa battaglia e faremo tutto il possibile affinché la proprietà possa tornare sui propri passi. L'obiettivo è salvaguardare l'occupazione e allo stesso tempo anche la presenza dell'azienda sul nostro territorio: insieme alla Regione cercheremo di capire quali possano essere le soluzioni possibili per evitare i licenziamenti». Bonomo sarà all'assemblea con il collega parlamentare Davide Gariglio. Bonomo, però, aggiunge che bisogna puntare a raggiungere un obiettivo già prefissato nella scorsa legislatura: «Dobbiamo continuare a lavorare per valorizzare la nostra esperienza industriale sostenendo la trasformazione competitiva digitale, proseguendo con la sperimentazione della zona a burocrazia zero per agevolare le realtà già presenti e allo stesso tempo favorire la nascita di nuove imprese ed il riutilizzo di siti dismessi». Virginia Tiraboschi, senatrice di Forza Italia, osserva: «La vicenda Arca è da approfondire perché ci sono diverse cose che proprio non mi tornano. A partire dalla mossa stessa dell'azienda: perché tirarsi indietro e licenziare un terzo della forza lavoro ad appena tre anni dall'acquisto di Cts e Ctscash Pro e dopo un investimento molto consistente? Capisco ci siano di mezzo dei fondi internazionali, ma mi permetto di dire, visto che conosco quel mondo, che è un tempo troppo breve per annunciare un'uscita così diretta». Tiraboschi sottolinea di avere chiesto documentazione per farsi un'idea precisa e di essere disponibile a fare la sua parte anche per il futuro: «Servono azioni concrete per aiutare le imprese nell'internazionalizzazione e nel ricambio generale nella gestione».