Armi non denunciate, a processo

CASTELLAMONTE Sono cominciati in questi giorni i lavori di costruzione del nuovo immobile che andrà a sostituire l'ex palestra di piazza della Repubblica, a Castellamonte, di proprietà del Comune che Palazzo Antonelli aveva deciso di vendere da anni. Decisione ampiamente contestata dall'attuale amministrazione comunale, guidata da Pasquale Mazza, che però, non ha potuto fare nulla per fermare l'iter dell'abbattimento, prima, e delle nuove edificazioni, dopo. Ora, al posto del vecchio immobile, già demolito, sorgerà una moderna palazzina di cinque piani con vista sulla piazza e, al pianterreno, degli esercizi commerciali.Per la realizzazione dell'opera serviranno almeno 10 mesi. Proprio per questo la parte sud della piazza, da lunedì scorso, è e resterà chiusa all'utilizzo pubblico. «Saranno adottati tutti gli accorgimenti necessari atti a garantire il passaggio sulla via laterale che conduce a piazza di Vittorio - assicurano il sindaco, Pasquale Mazza, e l'assessore all'Urbanistica, Marco Bernardi Ghisla - per non compromettere l'accesso non solo alla scuola elementare Cognengo ma anche ai residenti. Ci scusiamo in anticipo con tutti i cittadini per il possibile disagio». (sa.to.) CASTELLAMONTE La passione per le armi da fuoco ha messo nei guai Fabrizio Mario Felice Lovati, un giovane di Castellamonte finito alla sbarra degli imputati del tribunale di Ivrea (difeso dall'avvocato Marisa Maria Rosa Guassardo) per i reati di detenzione abusiva di armi, mancata denuncia di armi anche precedentemente denunciate e detenzione di munizionamento per armi da collezione. I fatti sono stati esposti davanti al giudice Ludovico Morello da un sovrintendente capo della Polizia scientifica Indagini balistiche di Torino, che ha verificato la funzionalità di carabine e pistole al poligono di tiro, e da un carabiniere della stazione di Castellamonte, che nel febbraio del 2016 raccolse le denunce dell'imputato per il trasferimento in un solo luogo, il Comune di residenza, Castellamonte, delle sue collezioni di armi divise tra Milano e la Valle D'Aosta e avute in eredità dal padre.Queste comprendevano sia armi sportive che armi comuni da sparo (eccedenti, peraltro, rispetto al numero consentito per la detenzione, limitato a sei pezzi per le armi comuni da sparo). Secondo i termini di legge, era necessario richiedere un'apposita licenza per le collezioni, tali da consentirne il trasporto a Castellamonte (non concessa, però, dal Comune di Aosta), così come un'altra denuncia allo stesso Comune di residenza dell'intero lotto delle armi detenute, anche se già denunciate in precedenza.A complicare le cose, anche la detenzione di otto cartucce calibro 32 del fucile Winchester, una delle armi in suo possesso, senza averne fatto regolare denuncia alla pubblica sicurezza. L'udienza è stata rinviata per ascoltare nuovi testimoni il 4 luglio. (mi.te.)