Ecco il terzo incomodo

di Cristiano MarcacciSolamente pochi giorni fa Lewis Hamilton è tornato nuovamente a snobbare la Ferrari magnificando le potenzialità della Red Bull. Sarà lei la grande sorpresa della stagione? Sarà davvero l'auto capace di inserirsi nella lotta tra le due scuderie favorite? È molto presto per dirlo. Di sicuro nel clan austriaco l'ottimismo non manca.Sulla base di numerosi degli addetti ai lavori presenti ai test di Barcellona, la RB14 ha convinto soprattutto per due aspetti, entrambi da non sottovalutare: stiamo parlando della velocità e della stabilità, che in Formula 1 rappresentano il fatto di essere già oltre la metà dell'opera. Il merito è senza dubbio del "mago" Adrian Newey, il "filosofo" della monoposto, che stavolta ha voluto in qualche modo esagerare, progettando una macchina con un'aerodinamica estrema, in grado di garantire carico e prestazione. Nei curvoni veloci del tracciato catalano queste qualità sono state evidenti e di ciò sono coscienti Max Verstappen e Daniel Ricciardo, che infatti non vedono l'ora di scatti il verde del primo Gran premio stagionale. Ma un tallone d'Achille potrebbe esserci. E potrebbe essere rappresentato dal motore. In casa Red Bull sono sempre più insistenti le voci che vorrebbero il team in procinto di lasciare Renault per approdare a un accordo con la Honda in vista del 2019. Un ruolo determinante in tutto ciò lo giocherà la Toro Rosso, junior team della scuderia di Christian Horner, che per la verità alle prove al Montmeló pare essersi trovata a proprio agio con la power-unit di marca nipponica.©RIPRODUZIONE RISERVATA