Di Maio: io premier oppure si torna al voto

di Gabriella CeramiwROMALuigi Di Maio in conferenza stampa davanti ai giornalisti stranieri per la prima volta evoca la parola "urne". Il giorno dopo la Direzione Pd, che ha chiuso a un appoggio ai grillini, e nel giorno in cui gli altri partiti parlano di un governissimo, il candidato premier del Movimento 5 Stelle si mostra sicuro di sé: «Non contempliamo alcuna ipotesi di governo istituzionale o di tutti. Gli italiani votando noi hanno votato un candidato premier, una squadra, un programma». Dunque, la sostanza del ragionamento che ha preso forma negli uffici dei pentastellati è la seguente: «O Luigi Di Maio premier, oppure si torna al voto» . Le urne sono lo spauracchio agitato dal capo politico dei Cinquestelle, che ci mette la faccia mandando segnali all'Europa e anche al Quirinale a poco più di una settimana dal voto. Settimana durante la quale una reale trattativa per formare il nuovo governo non è mai iniziata: «Mi sarei aspettato un contatto da tutte le forze politiche sui temi e invece le vedo discutere al proprio interno», osserva Di Maio che fa un ultimo, accorato, tentativo facendo appello alla responsabilità: «Io dico mettiamoci al lavoro sull'Italia. Qui non si parla di Pd, Lega o Forza Italia. Noi diciamo agli altri di venire avanti con proposte. Dire "metti un tuo uomo e togli un tuo uomo" non sono dinamiche che ci appartengono».Tuttavia la voglia di arrivare a Palazzo Chigi è tanta, così come sale la rabbia e la preoccupazione nel vedere il traguardo, almeno per ora, sempre più lontano. Dunque il mantra è che su Di Maio premier non si tratta ma, al di là delle dichiarazioni ufficiali, si è invece disposti a ragionare sulla squadra e sui temi pur di governare. Lo sguardo è sempre rivolto al Pd, partito uscito indebolito dalle elezioni e su cui il M5S hanno lanciato un'opa. Ma se la trattative non dovessero mai partire, per i 5Stelle si può tornare al voto anche con l'attuale legge elettorale. Poi ancora, sempre nell'intenzione di un estremo tentativo per arrivare al governo, Di Maio rassicura l'Europa e Angela Merkel nel giorno in cui Salvini twitta invece una sua foto assieme a Nigel Farage, ex leader dell'Ukip, il partito per l'Indipendenza del Regno Unito. «Le nostre proposte economiche - dice il capo grillino - saranno sempre ispirate alla stabilità del Paese e alla qualità della vita degli italiani. Non vogliamo trascinare l'economia dell'Italia nelle diatribe politiche. Credo che il ministro Padoan sia molto irresponsabile a rispondere "non so" a proposito del futuro dell'Italia. È stata quasi una provocazione, come a dire che "ora che me vado all'opposizione avveleno i pozzi"». E poi il candidato premier aggiunge: «Il mio primo viaggio da presidente del Consiglio sarà a Bruxelles. Lì dobbiamo rappresentare le esigenze di un Paese fondatore dell'Unione europea e che ha bisogno di difendere le proprie imprese» . Il messaggio è rivolto all'establishment europeo ma non solo. Guarda anche a Sergio Mattarella, pur sapendo ormai che senza numeri certi il capo dello Stato non manderà un governo a chiedere la fiducia al Parlamento. È possibile invece che il presidente della Repubblica dia un mandato esplorativo ai presidenti delle Camere. E una di queste andrà con ogni probabilità ai 5Stelle in accordo con la Lega («non in ottica governo», precisa Di Maio). «Puntiamo allo scranno più alto di Montecitorio», trapela dalle stanze 5Stelle, «vogliamo figure di garanzia», ribadisce il capo politico. E l'uomo indicato dovrebbe essere Riccardo Fraccaro, uno dei due luogotenenti di Di Maio, insomma uno dei fedelissimi. Nulla viene lasciato al caso. Il candidato premier spera ancora che il Partito democratico possa cedere. «In fondo - qualcuno ci scherza - anche Merkel ha preso il 32 per cento dei voti» . E per formare il governo ci ha impiegato sei mesi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA