Finanza denuncia dieci falsi indigenti
di Mauro GiubelliniwRIVAROLOPortava il figlio a scuola con un'auto sportiva da sceicco. La mamma passava a riprendersi il pargolo con un Suv da 60mila euro. Vivevano in un una lussuosa villa ed hanno sempre avuto un tenore di vita decisamente alto ma godevano delle agevolazione tariffarie per la mensa scolastica, di un contributo per una borsa di studio e dei buoni libro. È un caso limite scovato in un Comune canavesano dalle Fiamme gialle di Torino, Ivrea e Lanzo che stanno passando al setaccio centinaia di situazioni sospette in tutta la provincia di Torino, Eporediese e Basso Canavese inclusi.Sotto la lente d'ingrandimento dei finanzieri sono finite tutte le richieste di prestazioni agevolate, tra le più varie e erogate da diversi enti, quali: Comuni (integrazioni al canone di affitto, assegno per il nucleo familiare); scuole materne, primarie e secondarie (borse di studio, agevolazioni ai buoni pasto, al trasporto pubblico, per gli acquisti di libri); università (borse di studio, agevolazioni tasse universitarie).«Le maggiori anomalie emerse dai controlli consistono nell'omessa indicazione di immobili o di redditi posseduti o conseguiti dai componenti del nucleo familiare nonché di beni mobili come conti correnti bancari, titoli, polizze vita - hanno recentemente spiegato in un comunicato stampa le Fiamme gialle - I patrimoni nascosti sono vari: si va da situazioni che interessano centinaia di migliaia di euro a poche centinaia di euro».I "furbetti" in sintesi fingono di rientrare nelle fasce di reddito più basse per usufruire delle più diverse tipologie di prestazioni sociali agevolate, falsificando (anche solo una piccola parte) o omettendo i propri redditi. C'è poi chi si dichiara disoccupato e indigente per sottrarsi al pagamento del ticket sanitario o attesta, indebitamente, un modello Isee non corrispondente alla realtà. Questo è il caso più ricorrente. Per questo motivo la Guardia di Finanza, nei giorni scorsi, al termine di un'indagine, ha sanzionato e segnalato una decina di persone tutti residenti nelle Valli di Lanzo e nel Canavese.I controlli, conclusi dai finanzieri hanno accertato come i soggetti coinvolti, cittadini italiani ma anche stranieri, attraverso false dichiarazioni che attestavano il possesso di redditi irrisori, inesistenti o addirittura di essere disoccupati, hanno avuto accesso all'esenzione dal pagamento del contributo sanitario per prestazioni farmaceutiche e medico specialistiche, sottraendosi in toto al pagamento del "ticket" regionale.«Altri invece hanno "preferito", sempre falsando il proprio patrimonio finanziario, ottenere indebite riduzioni delle tariffe relative al servizio mensa, scuolabus e tassa dei rifiuti - recita un dettagliatissimo comunicato del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Torino - Emblematico il caso di un sessantenne che nel compilare la dichiarazione utile all'ottenimento dell'Isee si è "dimenticato" di indicare una ventina di immobili, tra terreni e fabbricati, intestati a lui e alla moglie, ottenendo in tal modo agevolazioni ed esenzioni». La Guardia di finanza ricorda come questi comportamenti fraudolenti, non solo danneggiano l'Ente che eroga il contributo, ma anche tutti i cittadini che vedono aumentare i costi dei servizi pubblici.