Berlusconi: «Strasburgo? Me ne frego»

«Me ne frego». E se non bastasse Silvio Berlusconi accompagna la frase con un gesto delle mani a testimoniare quanto l'attesa della sentenza della Corte dei diritti di Strasburgo non sia la priorità dei suoi pensieri. L'ex premier, convinto che il centrodestra sia ormai a un passo dalla maggioranza per governare, approfitta di ogni occasione per ribadire che la sua incandidabilità non sarà un ostacolo alla vittoria. E non è un caso infatti che il Cavaliere da giorni parli del suo ruolo come quello di un «regista» o dell'«allenatore», compito a suo dire più incisivo rispetto a quello del premier. Di fronte a una platea di costruttori, l'ex capo del governo coglie l'occasione per spiegare come «l'unica soluzione per rimettere in carreggiata il Paese sia quella che il centrodestra vada a palazzo Chigi». Non risparmia accuse al Movimento Cinquestelle: «usano un linguaggio di odio e Di Maio è solo un frontman». Su una cosa il leader di Forza Italia non sembra avere dei dubbi: la coalizione vincerà le elezioni e il premier sarà indicato da Forza Italia. Nessuna chance per Matteo Salvini visto che la Lega, secondo i dati del Cavaliere, «è 4 punti dietro Fi». Una previsione totalmente diversa rispetto ovviamente a quella nelle mani del segretario della Lega.