Chiesti i bollettini meteo della guardiania
CERESOLE REALE Il giudice del tribunale di Ivrea, Elena Stoppini, ha richiesto l'acquisizione della modulistica e dei bollettini emessi dalla guardiania della diga del Serrù, destinati alla centrale di Rosone e poi all'Arpa, di tutta la settimana e in particolare del giorno prima dell'incidente sul lavoro che il 20 gennaio 2014 costò la vita a Pierfranco Nigretti, 55 anni, e procurò ferite ad Antonio Guglielmetti, 30 anni, entrambi di Ceresole Reale, travolti da una slavina di neve mentre erano su un gatto delle nevi lungo la provinciale 50, in località Brange. Un processo che vede imputati di omicidio colposo e lesioni personali i dirigenti Iren, Giuseppe Bergesio, 51 anni, e Luigi Bonifacino, 65 anni (difesi dagli avvocati Giovanni Lageard e Chiara Giuntelli), ai quali la Procura contesta violazioni della normativa in materia di sicurezza sul lavoro.In aula sono stati ascoltati i guardiani della diga, che hanno confermato come ogni mattina venissero stilati bollettini con dati meteo, velocità del vento, temperatura e rischio valanghe nei punti critici sui versanti e lungo la strada, basati sull'esperienza dell'operatore, sull'osservazione diretta e sulla valutazione personale emessa sul momento e comunicati telefonicamente in centrale. I guardiani hanno riferito che i punti di distacco della neve più a rischio erano visibili dalla loro postazione, come pure un tratto di provinciale, ma non esattamente il luogo dell'incidente mortale. Ascoltato anche il gestore del Rifugio Chivasso, rilevatore Aineva, che ha rimarcato come l'aumento di temperatura di quel giorno sconsigliasse la movimentazione di mezzi, portando l'allerta slavine a livello 3 (che, secondo l'ingegnere elettrotecnico della Iren Energia, deputato alla cura dei turni in guardiania, prevedrebbe ancora il trasporto battipista, sospeso solo col livello 4). Hanno deposto poi il vice capostazione di soccorso alpino e un operatore nivologico del Parco del Gran Paradiso, concordi nel sostenere «l'imprevedibilità di mutamento delle condizioni meteo, soprattutto a causa del vento forte che può corrodere grossi depositi nevosi». L'udienza è stata rinviata al prossimo 7 marzo. (mi.te.)