O'Shea non si accontenta «Abbiamo giocato bene ma ancora troppi errori»
di Alessandro CecioniwROMAConor O'Shea è nero come può esserlo un irlandese che tende a sorridere anche quando dice cose dure. E che abbia un rospo da ingoiare lo si capisce già quando lo sentono sul campo le tv: «Sono molto arrabbiato perché non abbiamo controllato la nostra disciplina e le cose che erano controllabili». In sala stampa Sergio Parisse non scende, deve fare controlli radiografici alle costole per un colpo preso in partita. Altra ragione di estrema preoccupazione per il ct. Fra sei giorni c'è l'Irlanda da affrontare a Dublino. Parisse, parla in campo, a fine partita, a denti stretti. «Per il punteggio è una cosa pesante, poi però dentro a questa partita ci sono anche delle cose positive. Peccato la meta di Boni annullata (un avanti nettissimo comunque, ndr), ci avrebbe dato quell'energia in più in un momento importante, ci avrebbe permesso di finire un po' meglio. Ma oggi gli inglesi sono stati più forti di noi».E poi ancora: «Bisogna cercare di recuperare il più possibile, perché la sfida con l'Irlanda sarà durissima». Se lui non dovesse esserci sarebbe anche più dura fa intendere O'Shea.«È difficile subito dopo la partita rispondere con precisione su cosa è andato bene e cosa è andato male - dice il ct - come sempre sono orgoglioso, ma in questo caso anche molto arrabbiato. Abbiamo giocato bene, abbiamo creato tante opportunità, mostrato un buon potenziale. Poi c'è ciò che mi fa arrabbiare: la disciplina, per esempio, nel secondo tempo ci ha impedito di usare il pallone. Prima dell'inizio di questo Sei Nazioni ci siamo detti che era arrivato il momento di passare a un livello più alto, cambiare mentalità, osare di più in attacco. Ma dobbiamo avere rispetto del pallone, giocare la palla, non perderla. Penso ai due calci di invio sbagliati». Un errore di Allan e uno di Canna dopo mete inglesi negli ultimi 20 minuti, errori che ci sono costati altre due segnature.Qualcuno ricorda al ct i problemi in difesa, le due mete prese in prima fase. Demerito dell'Italia o merito dell'Inghilterra? «Devi sempre dare il merito agli avversari, rispettarli. Più giochiamo a questo livello e più impariamo e proviamo a giocare. Contro Argentina e Sudafrica abbiamo fatto peggio». Poi O'Shea ha qualcosa da recriminare anche sull'arbitraggio, ma sempre come si usa nel rugby, in modo soft. «Difendevamo nello stesso modo, ma ho visto prendere decisioni differenti e anche la punizione sulla prima mischia non l'ho ben capita».Fra sei giorni c'è l'Irlanda. «Vedremo come stanno i nostri infortunati e prenderemo decisioni in conseguenza (ovvero se convocare altri giocatori o meno, ndr), ma vorrei proseguire sulla strada che abbiamo preso e vorrei che i tifosi se ne rendessero conto. Dobbiamo lavorare ancora, certo, avere resilienza, ma la strada è quella giusta. Io non sono qui per me, ma per il rugby italiano». Contro l'Irlanda? «La disciplina sarà fondamentale, non potremo concederci di sprecare il nostro possesso».©RIPRODUZIONE RISERVATA