Primarie, nelle urne 6 schede in più

IVREASei schede in più. Sei voti in più rispetto agli elettori registrati alle primarie del Pd di domenica scorsa. Parte da qui la pesantissima accusa che Elisabetta Ballurio rivolge ai vertici del suo ormai ex partito. «Dopo tanti anni in cui ho lavorato dall'interno perché il Partito democratico facesse propria la battaglia di rinnovamento per una comunità emancipata, dall'intrecciarsi tra interessi personali e politici il risultato delle primarie nel merito, ma soprattutto nel metodo, mi ha convinta che il cambiamento ad Ivrea non potrà passare dal Pd - è l'affondo di Ballurio - Che esempio può trasmettere - si chiede Ballurio - chi in fase di spoglio si renda conto che il numero di schede votate è maggiore del numero degli effettivi votanti e mette tutto a tacere? O chi vede un numero un po' troppo consistente di elettori che a stento parlano l'italiano accompagnati fin quasi alle urne? O chi sa di un altro numero consistente di una comunità extracomunitaria mostrare il proprio cedolino poco distante dal seggio a dimostrazione del voto effettuato?».A Ballurio risponde direttamente il segretario di circolo Luca Spitale. «Le sei schede in più ci sono e si tratta senza ombra di dubbio di un errore molto spiacevole - spiega -. Errore materiale commesso ai seggi, ma certamente in buona fede». Tre le ipotesi: l'elettore a cui viene consegnata la scheda senza averlo registrato; a qualcuno sono state date due schede invece di una; la terza, quella più brutta: qualcuno ha messo nelle urne schede già compilate. «Quest'ultima ipotesi è da escludere - aggiunge Spitale -. In ogni seggio c'erano in numero uguale sostenitori di entrambi gli schieramenti in campo. Tutti coloro che hanno lavorato ai seggi elettorali sanno bene che le schede in più è un problema che capita spesso. Detto questo, le sei schede sono ininfluenti sul risultato. Il distacco tra Perinetti e Ballurio è di ben 53 voti». Sul numero di stranieri mobilitati alle primarie - su cui si sono scatenate le ironie dei social network per le moschee svuotate domenica 21 - parlano i numeri, forniti dal circolo del Pd. Su 1.437 votanti coloro che non avranno diritto a votare alle prossime comunali di Ivrea di primavera (potevano votare stranieri e giovani dai 16 anni in su) sono appena settanta, meno del 5%. Sostenitori di Perinetti e di Ballurio spiegano, candidamente ma a taccuino chiuso, che ciascun candidato ha portato al voto qualche decina di esponenti delle comunità romena e del Nord Africa. (vi.io.)