Ibride o elettriche? Tutti le preparano pochi quelli pronti
di VALERIO BERRUTISarà davvero l'anno delle auto ibride ed elettriche? A vedere l'elenco delle novità in arrivo non sembra anche se la lista comincia ad allungarsi. Grazie anche al regolamento europeo relativo alla riduzione delle emissioni di anidride carbonica, che impone ai costruttori di scendere entro il 2021 a una media di 95 g/km. Quel che conviene, ovviamente, è ampliare la gamma con vetture a zero emissioni. Al momento, però, quelle pronte al debutto sono ancora poche: c'è la seconda generazione della Nissan Leaf, già forte dello scettro di elettrica più venduta al mondo (280 mila unità in sette anni), ora con un look più "normale", in sintonia con quello delle sorelle ad alimentazione convenzionale. Resta la barriera del prezzo: siamo poco al di sotto dei 40mila euro, e dunque ben lontani dalla competitività con le berline di analoga taglia. Del prezzo importa invece poco o nulla alle 25 mila persone che, prima ancora di conoscerlo (le stime parlano di circa 80 mila euro) si sono già prenotate la Jaguar I-Pace, la prima elettrica del marchio inglese, annunciata per la seconda metà dell'anno. Non sono ancora aperte invece le prenotazioni per la prima elettrica firmata Audi, la e-tron, della quale peraltro non si conoscono le sembianze definitive. Comunque, la casa di Ingolstadt di carne al fuoco ne ha parecchia, soprattutto nell'alto di gamma: a breve distanza dalla A8, ecco bell'e pronta la A7 Sportback, la sorella con carrozzeria a cinque porte, a mezza strada fra berlina e coupé. Anche qui c'è un po' di elettrico, sotto forma di quel mild hybrid a 48 Volt che, almeno nell'alto di gamma, a breve è destinato a diventare la normalità per tutti, o quasi. Non certo per i marchi del gruppo Toyota, che sull'ibrido "vero" ha costruito tutta la sua storia più recente e che ovviamente lo ripropone sia sulla superammiraglia Lexus LS che sulla nuova generazione della Toyota Auris, il cui debutto è previsto nell'ultimo scorcio dell'anno. All'orizzonte c'è anche la nuova Mini elettrica, e prima ancora l'attesa Model 3 della Tesla alle prese con significativi ritardi di produzione. Per il resto tanti annunci e molta attesa. Soprattutto di robusti incentivi e non certo temporanei, altrimenti si corre il rischio di rivivere il rapido riflusso già sperimentato in qualche parte del mondo: per esempio in Georgia, uno dei pochi stati americani a seguire la "linea verde" della California, dove l'eliminazione dei cinquemila dollari di bonus statale (in aggiunta ai 7.500 previsti a livello federale) ha portato da un giorno all'altro a un crollo verticale delle vendite di auto elettriche. E per restare più vicini a casa nostra, altrettanto è successo in Olanda, nel momento in cui sono terminati gli incentivi per le ibride. Tempi lunghi, insomma, anche per quelle Case, come Volvo e Jaguar, che hanno sbandierato la decisione di elettrificare l'intera gamma nel giro di un paio d'anni. Solo attorno al 2020, si potrà avere una prima verifica sull'effettiva consistenza dell'annunciata svolta epocale, a partire dal debutto delle piattaforme dedicate alle elettriche da Mercedes e Volkswagen, tanto per citare solo un paio di esempi. Mentre la Bmw, che ha già in campo una compatta nata "alternativa" qual è la i3, pianifica l'ampliamento dell'offerta anche tramite versioni "EV" di modelli esistenti, dalla già citata Mini alla Suv X3. @valerio__berruti©RIPRODUZIONE RISERVATA