Il miele di Ivrea per render dolce il mondo

IVREA«Se le api scomparissero dalla faccia della terra, all'uomo non resterebbero che quattro anni di vita». Che Albert Einstein abbia realmente o meno pronunciato questa frase poco importa, l'importanza delle api, della loro opera di impollinazione e del miele non verrebbe certo diminuita. Una storia antica quella dell'alimento da loro prodotto, basti pensare che le prime tracce di arnie realizzate dall'uomo sono datate intorno al VI millennio a.C. e le prime notizie di apicoltori in movimento lungo il Nilo per seguire, con le proprie arnie, la fioritura delle piante risalgono a 4000 anni fa. Dai Sumeri ai Romani e da loro a risalire fino ai giorni nostri, il miele ha continuato a essere apprezzatissimo e molto richiesto. A Ivrea, quello che gli antichi Greci chiamavano "cibo degli dei" rimanda a una realtà che ne ha fatto un prodotto di eccellenza: l'Apicoltura Canavesana che, in via Corte d'assise 21, ha il suo laboratorio e il punto vendita. «Alleviamo le api dal 1976, quando avevamo solo cinque alveari. -racconta Cesare Caserio, marito della titolare, Lidia Massetto- Da allora, abbiamo sempre soddisfatto il cliente non solo aumentando e diversificando la produzione, ma anche concentrando le nostre cure sull'ambiente in cui le nostre api vivono: sempre luoghi sani e lontani da strade e fonti di inquinamento. Oggi la nostra è una realtà consolidata e possiede una capacità produttiva annua di oltre 100 quintali di miele». Sono Maestri del gustoL'indiscussa professionalità di Lidia e Cesare, pari all'elevata qualità dei prodotti, ha fatto inserire, il nome della loro Apicoltura Canavesana tra quelli delle aziende e degli artigiani contenuti nella guida Maestri del gusto 2017-2018 per Torino e Provincia. Anche loro, dunque, sono entrati a buon diritto fra quei Maestri che, nel biennale inventario delle produzioni alimentari piemontesi, meglio rappresentano il "savoir faire" gastronomico piemontese. E proprio la Guida racconta che le loro arnie «sono spostate, in primavera, alla frazione Villate, tra Mercenasco e Scarmagno, per la produzione del miele di acacia, castagno e millefiori; in estate, invece, le trasportano nelle Valli Orco e Soana, ai piedi del Gran Paradiso, per il miele di rododendro e fiori alpini, e a Pianprato, per il miele di tiglio».Un mondo tutto da scoprire, quello di Cesare, Lidia e della loro Apicoltura Canavesana, declinato non solo in mieli, ma in tutti i prodotti dell'alveare, quali cera, propoli, polline, pappa reale, liquori, crema di nocciole, crema di nocciole e cacao, miele con rosa canina, torroni, caramelle, nonché delicati cosmetici. Un mondo che non poteva non coinvolgere la figlia Deborah che, cresciuta alla scuola dei genitori e sviluppati in egual misura passione e competenza nel settore, ha ottenuto recentemente l'iscrizione all'Albo nazionale degli esperti in analisi sensoriale del miele, elenco ufficiale di persone qualificate a far parte dei gruppi di assaggio che devono esprimere valutazioni sensoriali sul miele, istituito nel 1999 dal Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali. Il punto vendita dell'Apicoltura Canavesana, aperta il giovedì e il venerdì, dalle 16 alle 19.30, e il sabato, dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 19.30, merita dunque una visita per scoprire i mieli e tutti i prodotti che li affiancano. Chi non volesse spingersi fino al negozio, peraltro a due passi, potrà trovare Cesare Caserio, tutti i sabati e durante le principali manifestazioni, dietro il suo banco del miele e dei prodotti derivati dall'alveare, posizionato all'angolo tra le vie Palestro e Corte d'Assise. Franco Farnè