Milan, ritiro inutile Anche l'Atalanta fa centro all'inglese
MILANO L'Atalanta sbanca San Siro e per il Milan è un Natale da incubo. Gattuso non trova la riscossa auspicata dopo la clamorosa sconfitta di Verona: i bergamaschi si impongono 2-0 ed aggravano la crisi dei rossoneri, che incassano l'ottavo ko. La Dea di Gasperini vola con i gol dell'ex Cristante e di Ilicic ed aggancia la Sampdoria in zona Europa. Quella che il Milan, andando avanti di questo passo, rischia di non centrare. Quindici minuti e Var già all'opera. Bonaventura insacca ma Fabbri annulla dopo il ricorso alle immagini che evidenziano un tocco di mano di Cutrone al momento dell'assist e la posizione di offside dell'ex Atalanta. I rossoneri tengono bene il campo e sono pericolosi con un rasoterra di Montolivo dal limite, Berisha devia in angolo. Ancora il numero uno degli orobici interviene, senza difficoltà, per bloccare un destro di Cutrone. L'Atalanta non sta a guardare e colpisce: sulla punizione di Gomez c'è l'incornata del liberissimo Caldara, Donnarumma respinge male e sul pallone si avventa Cristante che non perdona (32'). Prova subito la reazione la squadra di casa, pericolosa con Bonaventura: Berisha salva. I tifosi rossoneri sudano freddo su una paperissima di Donnarumma che si vede passare sotto le gambe una conclusione non impeccabile: Fabbri annulla tutto. I rossoneri rientrano in campo e vanno alla conclusione con Rodriguez, Kessie e Borini. Ci prova Kalinic di testa, senza esito. Petagna svetta sul corner di Gomez e trova Donnarumma. Ilicic poi, smarrito da Rodriguez, insacca il pallone messo in mezzo da Spinazzola e raddoppia (26'). Poco dopo i bergamaschi potrebbero dilagare con Freuler: Donnarumma sventa la conclusione ed evita guai. E i fischi finali del pubblico di San Siro sono la peggior cartolina natalizia. «Questi episodi sfavorevoli ce li andiamo a cercare commettendo degli errori. Quando dico che non siamo una squadra lo tocco con mano: nei momenti di difficoltà non riusciamo a reagire, è un dato di fatto. Dimissioni? Se pensassi che il problema sono io, se vedessi che i giocatori non mi seguono...Ci mancano fame, malizia, cattiveria». Il ritiro è finito, ma la squadra si allena tutti i giorni e torna a San Siro mercoledì per il derby di coppa Italia. «Ci giochiamo tanto. Non so se sarà svolta», chiosa il tecnico .