Centrodestra sogna la riscossa tra un "no" e un "ci penserò"
IVREAVoglia di cambiare la storia della città. Il centrodestra, tradizionalmente debole, sogna di approfittare delle difficoltà del centrosinistra, sia a livello nazionale che locale, per centrare un risultato storico. Approfittando dal forte vento che spira alle sue spalle in tutto il Paese. Certo, le elezioni sono lontane, ma lo sparuto gruppo di rappresentanti di questo schieramento, con in testa i consiglieri uscenti Tommaso Gilardini e Diego Borla, si sta muovendo da settimane in vista della campagna elettorale 2018. Si è lavorato a un'ipotesi di candidato unico delle opposizioni, che potesse allargarsi anche ad Alberto Tognoli e Francesco Comotto. Una sorta di "tutti uniti contro il Pd". Ad eccezione del M5s, che andrà per la sua strada.I numeri del 2013 parlano chiaro. Carlo Della Pepa vinse al primo turno con il 53,65%. Gilardini, che pure riuniva quattro liste di centrodestra, si fermò al 18,89%. Comotto e Tognoli, che si candidarono autonomamente con proprie liste, ottennero insieme il 17%. Certo, i voti non si sommano, come il pane o le patate. Scattano i veti incrociati, le antipatie degli elettori, molti dei quali prima di votare per qualcuno, votano contro qualcuno. Piuttosto se ne stanno a casa.Prove di dialogo sono ancora in corso, nulla è escluso. Mettere insieme persone e schieramenti diversi, percepiti da molti elettori come opposti, sarà più facile se le politiche non coincideranno con le amministrative (come sembra probabile). In prima battuta il centrodestra punta a un candidato della società civile. L'identikit è un professionista, magari un avvocato, conosciuto, che abbia con la propria lista la capacità di attrarre un consenso aggiuntivo rispetto ai partiti tradizionali. Sondaggi ce ne sono stati e sono stati incassati alcuni "No, grazie". Anche almeno un paio "Ci penserò". Di sicuro il candidato non sarà Gilardini, come nelle ultime elezioni. Ormai ha il baricentro della sua vita a Milano, dove lavora e vive, presto diventerà anche papà. Ma non mollerà Ivrea e darà una mano, magari ancora come consigliere comunale. (cla.cuc.)