Terremoto a Parma, paura e nessun danno

NAPOLI Almeno sei proiettili, alcuni sparati ad altezza d'uomo. Notte di sangue in via Carlo Poerio, quartiere Chiaia, "salotto buono" e crocevia della movida napoletana. Due giovani a bordo di uno scooter prendono di mira un gruppo di coetanei, probabilmente in seguito a una lite, usando due armi in contemporanea: il bilancio è di quattro feriti, uno dei quali, 16 anni, in prognosi riservata dopo essere stato colpito al torace e all'addome. Un mese di prognosi per una 19enne, ferita da un proiettile al petto; ferite più lievi, a una gamba e a un braccio, per una 14enne e un giovane che proprio ieri aveva compiuto 18 anni. All'elenco si aggiungono un ragazzo e una ragazza con ferite al volto, provocate da pugni o cadute. A fronteggiarsi, secondo una prima ricostruzione, due gruppi di giovanissimi provenienti dalla periferia e dai quartieri spagnoli: sono le 3 del mattino, prima scoppia una rissa, con insulti e pugni, poi arriva lo scooter con a bordo i due che fanno fuoco. Due dei ragazzi feriti sono già noti alle forze dell'ordine. PARMASoltanto molta paura in provincia di Parma, con gente scesa in strada, ma senza scene di panico. Non sembra aver provocato danni di alcun tipo il terremoto di magnitudo 4.4 che ha fatto tremare alle 13.37 di ieri la zona di Fornovo di Taro, in provincia di Parma, dove è stato individuato l'epicentro del sisma. Buona parte della popolazione aveva già avvertito alle 13.10 una scossa precedente di magnitudo 3.3, registrata con epicentro a Varano dè Melegari sempre nel Parmense. Anche a Parma l'intensità delle due scosse «è stata percepibile, ma non di particolare rilievo», ha scritto sulla sua pagina Facebook il sindaco del capoluogo, Federico Pizzarotti, confermando che «la situazione è in corso di monitoraggio». La scossa è stata avvertita distintamente anche in tutta la provincia spezzina e nel levante, fino a Genova, e alcuni cittadini sono scesi in strada e hanno chiamato i vigili del fuoco. Le verifiche effettuate non hanno evidenziato danni. Il terremoto di ieri è stato molto più profondo rispetto ai terremoti avvenuti in Emilia Romagna nel 2012, come ha riferito il sismologo Alessandro Amato, dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv). «È avvenuto a una profondità molto elevata, 32 chilometri, quindi sul basamento roccioso anziché nella parte sedimentaria, come era accaduto nel 2012» ha detto. Questo significa che il terremoto è stato percepito in maniera modesta dalla popolazione. L'area colpita «è una zona sismica, anche se dall'analisi storica non risultano terremoti di magnitudo superiore a 6», ha aggiunto ancora Amato. ROMAC'è il peso del dolore per la strage di Rigopiano sulla morte dell'ex generale dei carabinieri forestali Guido Conti, suicidatosi tre giorni fa nelle campagne di Pacentro (L'Aquila). Di quel disastro, avvenuto il 18 gennaio scorso (29 i morti), lo stesso Conti scrive in una delle due lettere indirizzate ai familiari. «Vivo con il cruccio» della tragedia perché «quelle vittime mi pesano come un macigno», scrive Conti aggiungendo che «Rigopiano è stato uno dei motivi che mi hanno convinto a lasciare il mio lavoro (dopo aver lasciato l'Arma, nei giorni scorsi aveva accettato un incarico in una società privata) o a tentare di fare altro o a disinteressarmi di tutto questo. Non vivo, vegeto, facendo finta d'essere vivo». La pubblicazione di questa lettera da parte dei media ha sconcertato la famiglia, che ha detto di aver appreso «con immenso dolore come la morte del nostro congiunto sia stata messa in relazione alla tragedia di Rigopiano. Stupisce che questa correlazione sia stata da taluno ipotizzata in assenza di qualsiasi collegamento diretto e indiretto tra l'attività svolta da Guido e le vittime di Rigopiano. Tutto ciò aggiunge dolore al dolore», anche perché «la pubblicazione del contenuto delle lettere, tuttora sconosciuto a noi familiari, ci lascia profondamente amareggiati e aggiunge dolore al dramma che ci ha colpito». Oltre alle due lettere trovate dagli investigatori, da subito in possesso della magistratura, ce ne sarebbe una terza in base a una testimonianza secondo la quale Conti avrebbe acquistato, oltre a tre buste e a tre fogli di carta, anche un francobollo prima di recarsi sul luogo dove si è poi sparato.Di questa terza lettera però gli investigatori al momento non hanno traccia.Guido Conti si era interessato all'hotel di Rigopiano investito da una valanga nel gennaio scorso in qualità di comandante provinciale di Pescara della Forestale. Era il marzo 2007. Si trattava dell'autorizzazione per i lavori della piscina del centro benessere, dove, e lo scrive Conti, non ci sono state vittime. Nella lettera l'ex generale si chiede tuttavia: «Potevo fare di più? Nel senso potevo scavare e prestare maggiore attenzione in indagini per mettere intoppi o ostacolare quella pratica? Probabilmente no, ma avrei potuto creare problemi, fastidi. Vivo con il cruccio». Conti nei mesi scorsi aveva esternato questi suoi dubbi anche a Augusto De Sanctis, esponente del Forum H2o che con le sue inchieste e denunce ha sollevato diversi interrogativi sulla tragedia dell'hotel. In un post su Facebook De Sanctis scrive: «A Guido dissi in maniera netta che lui non c'entrava nulla con la tragedia né direttamente né indirettamente». «Dissi a Guido che erano ben altre le questioni che, anche senza avere magari una rilevanza penale, avevano potuto contribuito alla genesi» di ciò che è successo. I funerali di Conti si terranno oggi alle 15 nella chiesa di Santa Maria della Tomba di Sulmona. Saranno presenti anche il comandante interregionale'Ogaden'dei Carabinieri, generale di corpo d'armata Giovanni Nistri, e il generale Davide De Laurentis, vicecomandante del Comando unità per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare.