I The jab alle selezioni per Amici

IVREA Tre ragazzi eporediesi alla conquista della tv. Loro sono i The jab e partecipano alle selezioni del programma Amici di Maria De Filippi. Una bella soddisfazione per i tre studenti, che ad appena vent'anni, hanno già avuto modo di dar prova della loro bravura lo scorso anno, aprendo i concerti di Luciano Ligabue. La loro musica rispecchia la loro età, in cui amori e amicizie rivestono un ruolo fondamentale. Ma i The jab non disdegnano temi più impegnati, come nel brano Cartapesta, in cui la società, da loro stessi definita distratta, rimane indifferente alla docile bellezza di un fiore di cartapesta, calpestato e ignorato. Una metafora della vita dei nostri giorni, dove tutto scorre veloce, senza che la vita venga veramente vissuta a pieno.«Siamo molto felici - spiega il cantante della band Alessandro De Santis - è una grande opportunità per farci conoscere che cercheremo di sfruttare il più possibile».Come siete arrivati a partecipare alle selezioni? «È stata la produzione del programma a telefonarmi per chiedermi se eravamo interessati. Ovviamente ho detto di sì. Il processo per entrare effettivamente nel programma è lungo. C'è stata una prima selezione senza telecamere che abbiamo superato, il 18 novembre parteciperemo alla seconda selezione che andrà in onda su Canale 5, se supereremo anche quella, prenderemo parte alla terza selezione per essere definitivamente all'interno della scuola di Amici».Chi sono i The jab? «Sono tre ragazzi appassionati di musica. Il cantante e fondatore del gruppo sono io, che sono anche il chitarrista. Davide Vuolo è il batterista e Mario Francese è il tastierista. Siamo tutti canavesani, io e Mario abitiamo a Ivrea, mentre Davide è di Strambino. Oltre che dalla passione per la musica siamo accomunati dal fatto di essere studenti. Io frequento il liceo scientifico Gramsci, mentre Davide e Mario frequentano le facoltà di Scienze della comunicazione e di ingegneria a Torino».Quando è nato il gruppo? «La band esiste da quattro anni, ma nel tempo, i componenti sono cambiati. Mi spiego meglio. L'ho fondata quattro anni fa con altre persone che hanno abbandonato il progetto e sono state sostituite da Mario e Davide. Con Davide lavoriamo insieme da due anni, mentre con Davide la collaborazione è più recente, è entrato nei The jab da circa dieci mesi».Che genere di musica fate? «Stabilire un determinato genere è difficile, diciamo portiamo sul palco uno mescolanza di stili che vanno dal pop al rap e al rock. Insomma, non ci piacciono le classificazioni la musica che proponiamo prende il sopravvento in tutte le sue forme. A scrivere i testi sono io, mentre per ciò che riguarda la musica collaboriamo io e Mario. Fino a ora ho scritto testi in italiano».Come siete arrivati ad aprire i concerti di Ligabue? «È successo lo scorso anno, grazie a contest a cui abbiamo preso parte a Milano. Un'esperienza emozionante».Avete già inciso dei dischi? «Con questa formazione no. Ma usiamo molto i social. Abbiamo pagine Instagram e Facebook che aggiorniamo quotidianamente. Qui è possibile trovare sia i live con la formazione attuale, che i videoclip registrati con i precedenti componenti».Come è stato l'impatto con il mondo televisivo? «Buono. Ci è piaciuto, sono stati molto disponibili con noi. E' stata una bella esperienza in cui abbiamo presentato uno dei nostri inediti, intitolato Costume di Dio».Cosa volete fare da grandi? «Il nostro sogno è di riuscire a vivere di musica e se questo non dovesse essere possibile, penseremo poi a trovare un'alternativa».Erica Aimone Secat