Castello, entro fine mese l'atto notarile

di Vincenzo IoriowIVREAQuestione di giorni e il castello di Ivrea passerà ufficialmente di proprietà del Comune di Ivrea. Entro la fine del mese, infatti, davanti al notaio Sergio D'Arrigo, si formalizzerà con atto pubblico il passaggio di proprietà dal Demanio all'amministrazione comunale e la voltura catastale. Dopo cinque anni dall'avvio dell'iter, grazie alla norma sul federalismo demaniale culturale, il castello denominato del Conte Verde o Quattro Torri è pronto per essere recuperato e reso fruibile al pubblico. I tempi, cinque-dieci anni, però si annunciano lunghi. Sulla base del piano di valorizzazione siglato tra Comune, Demanio e ministero delle Attività culturali e del turismo, c'è un progetto da 5,5 milioni di euro che prevede cantieri in attività dal 2018. Il Comune a questo scopo ha messo a disposizione circa la metà della cifra, il resto conta di recuperarlo accedendo ai Fondi strutturali europei 2014-2020, mentre per quanto riguarda la gestione punta alla collaborazione con i privati. Il castello si sviluppa su tre piani. Limitatamente al secondo e al terzo, il progetto contempla per ora il solo rifacimento di pavimenti, intonaci, scale e impianti, lasciando invece a una successiva riflessione gli allestimenti e le funzioni da insediare nello specifico. Un museo, spazi per mostre, un bar, un ristorante, l'immancabile bookshop per le pubblicazioni a tema pronto uso e il merchandising, invece, negli spazi al piano terra.Tegole instabiliIl castello di Ivrea è stato chiuso al pubblico nel maggio del 2016. Il Comune ne aveva dichiarato l'inagibilità alla luce del sopralluogo con cui l'Ufficio tecnico aveva accertato che i coppi e le tegole del corpo centrale, sul lato destro rispetto all'ingresso, non sono più stabili. In presenza di vento forte, il pericolo che qualcosa piombi sulla testa delle persone sarebbe concreto. Un problema strutturale che si ripropone ancora oggi, tanto da richiedere proprio in questi giorni un intervento urgente di messa in sicurezza per 15mila euro. I lavori sono stati già affidati.Le mura di cintaNovità invece sul fronte della cerchia muraria. Dopo il crollo dell'agosto scorso, a ridosso dei bastioni del castello, il consiglio comunale ha approvato una mozione presentata dal consigliere di minoranza Alberto Tognoli (Lista dei cittadini) che impegna il sindaco e la giunta a far redigere un resoconto sullo stato attuale delle mura con particolare attenzione alle condizioni statiche e alla necessità di interventi conservativi.«Bisogna mettere in campo interventi integrativi rispetto a quelli già attivati per la recente emergenza - spiega Tognoli - al fine di prevenire ulteriori danni e promuovere un percorso di visita di questo patrimonio caduto nell'oblio». «Le mura sono ormai abbandonate, rivestite da vegetazione parassita che con l'insinuarsi delle radici tra le pietre e i mattoni ne infrange sempre di più la continuità, sino a determinarne il crollo. Senza un adeguato e organico intervento la situazione non potrà che peggiorare». Le mura che risalgono al 1300, se non addirittura al 1100, «ancora oggi circondano almeno metà del perimetro cittadino antico», scriveva Paolo Carra nel 2013 in Ivrea Città Murata. «Tutta l'area assume ancor maggiore valenza dopo che il Comune si è impegnato, sottoscrivendo un protocollo d'intesa con il ministero e il demanio, a farsi carico dei lavori di recupero del castello - conclude Tognoli -. Quelle mura non possono essere lasciate all'incuria del tempo».