L'addio a don Nino Nigra con le note del suo coro

IVREA Sono state oltre 500 le persone che hanno affollato la cattedrale, martedì 7, per recare un ultimo saluto a don Antonio Nigra, per tutti don Nino, morto venerdì 3, all'età di 91 anni.Tanta gente perché tanti sono i ruoli e gli incarichi ricoperti da don Nino nei 68 anni del suo sacerdozio e tante le persone che ha incontrato nel ricoprirli, come ha sottolineato il vescovo emerito, Luigi Bettazzi, invitato dal vescovo Edoardo Aldo Cerrato a tenere l'omelia nel corso della santa messa di sepoltura.All'inizio della funzione, il vescovo stesso ha tenuto a condividere con l'assemblea dei fedeli i propri ricordi: «Ho conosciuto don Nino solo in questi ultimi anni - ha raccontato -. Lo ringrazio per l'amicizia sincera che mi ha sempre dimostrato, fino a dedicare al fondatore della mia congregazione, San Filippo Neri, un suo oratorio musicale, e dicendomi, con la gioia di un bambino, che l'aveva fatto non solo come attestazione di stima nei confronti del santo della gioia, ma anche come attestazione di affetto per me, nel quarantesimo anno della mia ordinazione sacerdotale. "Ho sempre amato tutti i vescovi", mi disse in quella circostanza, "e tu sei uno di loro"». «Non ci sono mancate, in questi pochi anni della mia presenza qui, le occasioni di incontro personale, sia in vescovado, quando veniva a trovarmi, sia quando io mi recavo da lui. - ha aggiunto monsignor Cerrato -. Mi rimangono nel cuore e nella mente quei colloqui, gli argomenti delle conversazioni, soprattutto la sincerità con cui ci siamo sempre parlati. E anche l'onestà che sempre ho riconosciuto a don Nino, perché non si è mai trincerato dietro a frasi fatte, al "si dice", ma mi ha sempre rivolto domande precise e dirette, senza giri di parole. Tante volte abbiamo reciprocamente constatato l'esistere una sintonia nel profondo. Come quando, un anno fa, durante la novena dell'Immacolata, dopo la meditazione che feci al tempio, venne in sacrestia, mi parlo a lungo e con la semplicità di un bambino chiese che lo confessassi. Chiedo a don Nino di pregare per noi mentre noi preghiamo per lui, per la sua pace eternai. E lo ringrazio». E la musica è risuonata, reale, tra le navate della cattedrale, cantata dal Coro polifonico di Ivrea che don Nino aveva fondato nel 1958 e diretto fino al 2005 e seguito fino all'ultimo, con il cuore e la passione, come direttore artistico. Franco Farnè