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DALLA PRIMA DELL'INSERTOdi VALERIO BERRUTIE insieme crescono i livelli di anidride carbonica e delle polveri sottili, responsabili in parte di un inquinamento non più sostenibile. Una situazione che ormai viene affrontata a livello globale con politiche ambientali che dovrebbero contrastare questa deriva. A tutto questo si è aggiunto lo scandalo delle emissioni, noto come Dieselgate, scoppiato due anni fa proprio negli Stati Uniti d'America. Il caso delle emissioni truccate, però, ha avuto indubbiamente un lato positivo proprio per l'ambiente, visto che ha portato un'enorme accelerazione della mobilità a zero emissioni. Una rincorsa verso l'auto elettrica che finalmente ha coinvolto un po' tutti i grandi costruttori, a cominciare proprio dai colossi tedeschi che da subito hanno capito che bisognava dare una svolta all'automobile. In altre parole che andava cambiata oppure sarebbe stata destinata a sparire. E così eccoci davanti a nuovi scenari, francamente impensabili appena qualche anno fa. Con l'intera industria automobilistica schierata in formazione compatta per rivedere il sistema della mobilità. Una sfida gigantesca che vede coinvolti tutti e che sta partendo proprio dal più grande mercato del mondo, la Cina. Il paese della grande muraglia è di gran lunga la più grande piazza del mondo con i suoi 24 milioni di auto vendute ogni anno ed è qui, infatti, che i principali analisti del settore prevedono una crescita costante delle auto elettriche. A cominciare da AlixPartners, società globale di consulenza aziendale, secondo cui la corsa verso le "zero emissioni" sta finalmente prendendo velocità proprio grazie alla Cina con Europa e Nord America ancora non in grado di tenere il passo. Qualche numero per farsi un'idea più precisa: nel secondo trimestre del 2017, in Cina sono stati venduti veicoli per un'autonomia elettrica totale di 22,5 milioni di chilometri, mentre in Europa lo stesso dato si è attestato a poco più della metà, circa 12,6 milioni di chilometri, con l'Italia sedicesima in questa speciale graduatoria con 0,20 milioni di chilometri venduti. Entro il 2030, i veicoli elettrici e ibridi rappresenteranno oltre il 40% delle vendite di veicoli in Europa con la Cina, però, saldamente in testa nella classifica mondiale delle vendite.Insomma, la scossa è davvero arrivata. E nello stesso tempo è iniziato il lungo addio al diesel prima e alla benzina poi. Complici anche gli amministratori delle grandi città che hanno già pronti piani di azione progressiva per togliere le auto a carburante fossile prima dai centri storici e poi dall'intero territorio cittadino. I sindaci di Londra, Parigi, Berlino e altri ancora hanno già fatto le loro ordinanze, preso decisioni che difficilmente saranno modificabili. Ci vorranno ancora anni, forse non pochi, ma il processo è ormai partito. Anche perché dalle parte delle case automobilistiche c'è proprio questa consapevolezza e nei loro piani industriali cominciano a comparire progetti davvero innovativi. Dalla Volvo alla Mercedes, dalla Volkswagen alla Toyota sono tutti convinti che l'elettrificazione cambierà finalmente la faccia all'automobile. Le ridarà la dignità perduta in questi anni riposizionandola nelle città e ripulendola da quella "brutta immagine" di oggetto inquinante che negli ultimi anni ne stava decretando la fine. Per ricominciare, dunque, ci vorrà una vera rivoluzione. D'altronde per l'auto non c'era altra scelta: cambiare o morire.@valerio__berruti©RIPRODUZIONE RISERVATA