Il mondo fantastico di Pecchio

CALUSO Prima di rivelare al pubblico la sua particolare cifra stilistica l'artista calusiese Angiolina Pecchio ha aspettato gli anni del tramonto: anni ricchi di colori intensi, di interiorità, di storie da raccontare, come quelle che riempiono le sue tele. La prima, e per il momento unica, mostra antologica delle opere di Angiolina Pecchio, 78 anni, curata dall'associazione culturale Le Purtasse, ha calato il sipario pochi giorni fa con un grande successo di pubblico e di critica: 111 i dipinti tra impressionismo (la maggior parte) e iper realismo esposti nella chiesa di Santa Marta. Solo una piccola parte della grande opera pittorica che la pittrice custodisce nel suo atelier: uno scrigno che si è ricavata nella sua villa liberty, nascosta tra i vigneti dell'Erbaluce, con le pareti che lei stessa ha affrescato. Sono nature morte in cui domina la luce, paesaggi incantati, tanti fiori. E poi gli animali, che lei adora: gatti, corvi, pettirossi, che lei vede immersi in un mondo di fiaba.La fantasia che supera e vince la realtà.Angiolina Pecchio, ha voluto dedicare la mostra i bambini. Per loro ha anche realizzato una serie di dipinti sul tema di Halloween e delle ninfe del bosco, nell'ambito di un concorso promosso dalla scuola primaria Giuseppe Gnavi di Caluso. «Dopo aver visitato la mostra - spiega Felice Giacometto, presidente de Le Purtasse - gli alunni, nell'ora di educazione artistica, si cimenteranno in elaborati in cui esprimere le loro emozioni. I primi tre classificati saranno premiati con un quadro di Pecchio».Da sempre amante del bello, vissuta in una famiglia d'artisti, originaria di Settimo Torinese, Angiolina Pecchio unisce la passione per la musica classica alla pittura. «Ero bambina e prendevo lezioni di pianoforte: - ricorda la pittrice suonando pensavo ai colori, alla luce». Ma la spinta a dipingere arriva dall'incontro con il critico d'arte Ferdinando Viglieno Cossalino, che Angiolina conosce a Caluso nel 1955. «Da allora -riprende il filo Angiolina vincendo la sua riservatezza - non ho più smesso. Ma ho sempre tenuto tutto per me, per i miei tre figli, per mio marito e pochi amici. Dipingere per me significa vivere: è una mia necessità interiore. Per questo non ho mai voluto farne un business». Un mondo che Angiolina ha voluto mostrare, anche se solo per qualche giorno. (l.m.)