Va la legge elettorale Ecco i franchi tiratori

di Gabriele RizzardiwROMAIl Rosatellum passa l'esame del voto segreto. La legge elettorale viene approvata dall'Aula della Camera con 375 sì e 215 voti contrari. Un po' di franchi tiratori (una sessantina) si sono materializzati, ma non sono stati sufficienti ad affossare la legge (il fronte del "no" ha comunque ottenuto 50 voti in più). Domenico Rosato fa però conti diversi: «Sono circa 30-35 i franchi tiratori. Vista la situazione è una dimostrazione di straordinaria compattezza». Scampato il pericolo, Matteo Renzi esprime «grande soddisfazione» per l'approvazione della legge. Ora la riforma del sistema di voto passerà all'esame del Senato, dove la maggioranza potrebbe chiedere nuovamente al governo di porre la fiducia sul provvedimento.L'ok della Camera arriva al termine di una giornata che si apre con l'approvazione della terza fiducia (309 sì, 87 no e 6 astenuti), con le votazioni degli articoli 4 e 5 e con un duro scontro sull'emendamento approvato in commissione che consente ai residenti in Italia di candidarsi nella circoscrizione estero. Ma ieri a tenere alta la tensione, in Aula, ci ha pensato Pier Luigi Bersani, che ha invitato «con il cuore in mano» la maggioranza che sostiene la legge a fermarsi e a riflettere. «Il Rosatellum è un marchingegno sconosciuto nel mondo che aumenta il divario tra cittadini e politica», attacca il leader di Mdp, che sottolinea i "difetti" della legge: «Si parla di coalizioni? No, qui si parla di vaghi apparentamenti fatti per raccogliere voti anche con reti a strascico, liste civetta, pluricandidature, soglie di comodo. Poi, secondo, ci si è resi conto che noi stiamo dicendo a un cittadino: tu con un segno così decidi tre cose e due possono non piacerti. Mi spiace, non vorrei, adesso, essere blasfemo ma, come dice il Vangelo di Giovanni, ti cingeranno i fianchi e ti porteranno andare dove non vuoi andare». Non è finita. Bersani si scaglia anche contro i "nominati". «Ci sono due terzi di nominati. Si dice, ah, non sono nominati, sono i partiti? Ma in Italia i partiti sono un eufemismo e la gente pensa che sia un eufemismo negativo, risulteranno nominati e si aprirà un problema di governabilità micidiale». Ad andare avanti a testa bassa è anche Roberto Speranza, che spiega in Aula i motivi del no di Mdp: «Con questa legge elettorale si getta la maschera e si torna sostanzialmente a un governo Renzi per interposta persona, così evapora definitivamente quella discontinuità di Gentiloni ed evapora anche il nostro vincolo di maggioranza». Un no che arriva anche da Alfredo D'Attorre, per il quale Paolo Gentiloni doveva essere in Aula «per metterci la faccia, per spiegare il tradimento delle promesse fatte al momento dell'insediamento». Per l'esponente di Mdp, è stato fatto quello che non si doveva: «L'iter parlamentare sul Rosatellum è una macchia indelebile su questa legislatura. Si tratta di un colpo di mano e di un precedente pericoloso».Ma le parole più dure sono quelle di Massimo D'Alema. «Presenteremo i nostri candidati in tutti i collegi in contrapposizione con i candidati del Pd e delle destre», avverte il leader di Mdp, che stronca il Rosatellum: «Quando una maggioranza così grande ha paura del voto segreto, paura dei propri deputati, vuol dire che sono consapevoli che stanno facendo una schifezza. Infatti la legge elettorale è una schifezza».Al coro si aggiungono i 5Stelle, che pubblicano sul blog di Grillo i motivi per i quali, a loro giudizio, votare con il Rosatellum provocherà distorsioni. Un esempio? «Giuliana» si legge « è ambientalista convinta e per questo decide di dare il suo voto "al partito dell'ambiente". Quello che Giuliana ancora non sa è che - se il suo partito ambientalista non supera il 3% - il suo voto si va a spalmare su tutte le altre liste della coalizione. Quindi una parte del suo voto finirà anche al partito dell'inquinamento». Ma le parole più dure arrivano in Aula da Lugi Di Maio: «State lasciando in eredità all'Italia una nuova legge truffa e per questo la storia sicuramente non vi assolverà». E mentre la protesta dei 5Stelle va in scena in piazza Montecitorio, nel pomeriggio Pd e Forza Italia fanno i conti in vista del voto segreto (chiesto da Mdp). I voti che potrebbero mancare al Pd vengono stimati tra i 15 e i 20. In Forza Italia le defezioni potrebbero aggirarsi intorno alla decina mentre la Lega esclude defezioni ed anche da Ap i voti mancanti non dovrebbero raggiungere cifre preoccupanti. Fatti i conti, sarebbero meno di cento i franchi tiratori mentre la forbice di voti a favore sarebbe compresa tra i 400 e i 450. Ciò significa che per affossare il Rosatellum sarebbero serviti almeno 120 voti. E invece, alla fine, ne sono arrivati molti di meno.©RIPRODUZIONE RISERVATA