L'ex sindaco e il suo vice a processo
CASTELLAMONTESono stati rinviati a giudizio con l'accusa di turbativa d'asta e falso ideologico l'ex sindaco di Castellamonte Paolo Mascheroni, il suo vice Giovanni Maddio oggi consigliere di minoranza, e l'ex responsabile dell'ufficio tecnico comunale Aldo Maggiotti, assistiti dagli avvocati del foro di Ivrea Pio Coda e Claudio D'Alessandro). La decisione è stata presa nella giornata di lunedì 9 ottobre, dal giudice per le indagini preliminari Stefania Cugge, su richiesta del procuratore capo Giuseppe Ferrando della procura della Repubblica di Ivrea che ha diretto tutte le fasi delle indagini. I fatti contestati riguardano l'asfaltatura di alcune strade presenti sul territorio comunale. Sostanzialmente, in base alle accuse, i tre avrebbero indetto la gara d'appalto nel 2015, ma i lavori inerenti sarebbero stati effettuati nel bienni 2013-14. I carabinieri del nucleo ecologico perquisirono gli uffici del municipio nel giugno 2015, quando sequestrarono numerosi faldoni inerenti il settore dei lavori pubblici. Alla conclusione delle indagini nel luglio scorso, il pm aveva chiesto il rinvio giudizio per i tre avvallato poi dal gip. Inizialmente gli indagati erano cinque: insieme ai tre imputati anche Roberta Bersano (che si dimise da assessora per venire poi eletta vicesindaco nella nuova giunta targata Pasquale Mazza, dalla quale si è dimessa per motivi personali quindici i giorni fa) e Maurilio Savoia Carlevato, imprenditore e candidato insieme a Maddio alle scorse elezioni amministrative. Maurizio Savoia Carlevato era stato chiamato in causa, inizialmente, per turbativa d'asta, ed è titolare dell'impresa che vinse la gara d'appalto finita al centro dell'inchiesta. La sua posizione (come quella della Bersano) venne successivamente archiviata .La procura ha accertato che i lavori vennero fatti dall'impresa senza una regolare gara, che venne però fatta su misura a posteriori per cercare di coprire il reato. Sostanzialmente quindi, una pratica fittizia. Per coprire quanto fatto in precedenza infrangendo, secondo la procura, la legge. La segnalazione alle forze dell'ordine partì nel 2015 da un dipendente che si era accorto che qualcosa non andava nell'affidamento del cantiere. Lo stesso aveva fornito il numero di protocollo ed un bando di gara che si sarebbe dovuto chiudere il 3 giugno del 2015. Nel documento venivano indicati due lotti differenti di lavori, nelle vie Rantano, Montebello, Canton Talentino e Masero, per i quali si cercavano aziende esecutrici. Peccato però che tutto fosse già stato fatto. La prima udienza per questo delicato processo che di certo farà parlare a lungo, visto il coinvolgimento di politici locali, si svolgerà mercoledì 15 novembre, davanti al giudice Elena Stoppini. I tre imputati non hanno formalizzato la richiesta di essere giudicati con un rito alternativo a quello ordinario. Nel corso delle udienze quindi, potrebbero venire chiamati a testimoniare tutti coloro, che hanno assistito non solo alle realizzazione dei lavori, ma anche all'ideazione ed alla stesura del bando di gara. Erica Aimone Secat