Vendemmia, primi bilanci Ad Arnad è un disastro

ARNAD «Un disastro totale». Non usa giri di parole il presidente della cooperativa La Kiuva di Arnad, Ivo Joly, nel tracciare il bilancio della vendemmia iniziata sabato. Le prime stime parlano di un vero e proprio tracollo: più che dimezzata la raccolta. «Passeremo da 700 a 250 quintali appena - spiega amareggiato Joly -. Le cause sono molteplici: se da un lato è sceso il numero di conferitori, oggi sono 35 in tutto, dall'altro si sono verificate una serie di problematiche che sommate l'una all'altra hanno provocato la situazione disastrosa di oggi. La gelata dello scorso aprile ha inciso per un 15-20 per cento; il Nebbiolo sensibile al freddo ha subìto il fenomeno della colatura proprio mentre si stavano formando i grappoli. Anche la peronospera ha inciso in modo importante anche se il problema più marcato lo sta provocando la fauna selvatica che in più punti ha mangiato la metà dell'uva che era rimasta. Uccelli, tassi, cinghiali mangiano il prodotto, i caprioli stralciano le viti, divorano i tralci provocando la morte delle piante. I soci che hanno impiantato nuove viti con grande fatica sono scoraggiati».Joly chiede un intervento della Regione: «O si trova una soluzione o saremo costretti ad estirpare tutto - prosegue Ivo Joly -. Così non si può continuare a lavorare. La Regione deve farsi carico quanto prima di questa emergenza: pensare a recinzioni contro l'invasione della fauna non è pensabile. Bisognerà scegliere se lasciare fauna o avere vigneti. Soluzioni a breve termine non ci sono. Siamo davvero a terra e chiediamo interventi e risposte».A Donnas annata positiva. A pochi chilometri di distanza Donnas sorride e la situazione è diametralmente opposta. «Il quadro è positivo - spiega il presidente delle Caves Coopératives, Mario Dalbard -. Non abbiamo avuto danni da gelate. La quantità è abbondante al punto che abbiamo dovuto diradare i vigneti. Anche le malattie sono state contenute; ci attendiamo una buona vendemmia. La raccolta inizierà a metà di questa settimana mentre le uve bianche Pinot Grigio sono già in cantina. Poi sarà la volta del Nebbiolo e dell'uva da tavola. Le uve Erbaluce saranno raccolte attorno alla metà di ottobre. Dopo avremo ancora le uve destinate al rosso Vieille Vigne superiore, vendemmia tardiva di Nebbiolo che prevediamo attorno al 20 ottobre, con un mese di anticipo rispetto allo scorso anno».Positiva anche la situazione relativa all'andamento della cooperativa: «È vero che il numero di soci sta diminuendo perché tanti sono anziani e lasciano, ma non sta diminuendo la superficie totale coltivata perchè chi lascia la dà in cura ai soci più giovani - prosegue Mario Dalbard -. È in corso un recupero generazionale che lascia ben sperare sotto il profilo del mantenimento del territorio». I soci attivi sono oggi 65 che si prendono cura di 23 ettari distribuiti tra i territori dei Comuni di Donnas, Pont-Saint-Martin, Bard e Perloz. A Donnas si punta a raggiungere i risultati del 2016 che hanno visto la produzione raggiungere i mille quintali di uva raccolti e 130 mila bottiglie prodotte.Amelio Ambrosi