Riapre corso Botta, allo studio i reperti

IVREAOggi (mercoledì) dovrebbe essere posato il porfido e poi smantellate finalmente le transenne che hanno complicato la vita agli automobilisti per una decina di giorni buoni, tra code interminabili, caos nelle precedenze di piazza Balla, passaggi pedonali rischiosi e difficoltà anche per i mezzi di soccorso. Da domani, giovedì, il cantiere di corso Botta viene rimosso. In quel punto i lavori sono finiti: Reti distribuzioni ha collocato i tubi per il potenziamento del metano (progetto iniziato l'estate scorsa da via Circonvallazione al termine tra ottobre e novembre in zona Campasso, oltre il naviglio della Dora), mentre l'archeologa che sta seguendo il cantiere per conto di Reti distribuzione - Lorenza Boni, libera professionista di Ivrea - ha pulito, mappato, catalogato i reperti storici venuti alla luce durante agli scavi per l'invio alla Soprintendenza di Torino che ora ne farà a sua volta materiale di studio, da restituire poi alla città di Ivrea o sotto forma di testimonianza da esporre al museo Garda oppure come pubblicazione. Ad essere emerso, duranti i lavori, è stato un muraglione del Cinquecento lungo una cinquantina di metri, trovato immediatamente sotto la sede stradale, all'incirca quaranta centimetri in profondità. Boni ha repertato il tutto tra sabato e domenica, nell'intento di non impattare ulteriormente sul traffico già difficile di corso Botta, in prossimità di Porta Vercelli. Luogo in cui, dal lato della sede della Guardia di finanza, il ritrovamento di altri reperti storici, questa volta di epoca romana, avevano già rallentato il ripristino della viabilità l'estate scorsa, fino alla vigilia dell'apertura delle scuole. Città piena di storia, l'Ivrea del sottosuolo. L'Eporedia accampamento di epoca romana, «ricchissima di testimonianze stratificate che ne documentano lo sviluppo nei secoli - ha spiegato Boni - davvero sorprendenti. Il bello di Ivrea è che non era un insediamento romano prevedibile, ma arrampicato su una morfologia non pianeggiante, rocciosa». Il muraglione trovato all'interno della trincea scavata in corso Botta, «era una sorta di scolmatore naturale del lago di Città, poggiato al fossato difensivo». «Vorrei che si capisse - ha aggiunto poi Boni - la complessità del nostro lavoro, che consiste proprio nel cercare soluzioni di compromesso tra la funzionalità di un centro abitato e la tutela dei beni storici, entrambi sacrosante». Tolte le transenne in corso Botta, Reti distribuzione si sposterà in via dei Mulini, per poi procedere fino al cimitero. Ultima tranche, la posa dei condotti verso la cabina di primo salto localizzata in zona Campasso.