Il richiamo di Renzi al Pd «Basta litigi o perderemo»
ROMAUn Pd in versione zen che deve smettere di litigare se non vuole perdere le elezioni e consegnare il paese ai populisti. È un Matteo Renzi diverso quello che chiude la festa dell'Unità di Imola, il giorno dopo l'incoronazione di Luigi Di Maio a capo del M5S. Più disteso, forse un po' ingrassato come gli fa notare una militante, e soprattutto deciso a usare il "noi" quando parla del Pd. Luigi Di Maio a Rimini promette di prendere i voti dell'astensionismo con ricette «né di destra né di sinistra» per un governo «di riscossa».«Ci vuole competenza, è finito il tempo dei comici e dei barzellettieri», ribatte Renzi. «Noi portiamo a votare 2 milioni di persone loro 37mila, noi cerchiamo di creare posti di lavoro, loro chiedono sussidi per tutti», ricorda Renzi. Il segretario quest'anno è arrivato prima del solito. Con un gruppo di fedelissimi tra i quali Maria Elena Boschi e il tesoriere Francesco Bonifazi, pranza al ristorante gestito dai volontari. Tortellini alla panna e lambrusco. Accetta volentieri i selfie che soprattutto le signore di mezza età gli chiedono. A scortarlo per gli stand c'è il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, che è imolese. «Tieni duro», lo incitando i militanti. «Tengo durissimo», replica Renzi. «Noi non siamo dipendenti di una ditta, a casa nostra votano in milioni, non si procede per un principio dinastico», rivendica. «Siamo una squadra, sosterremo con forza l'esecutivo Gentiloni, chi scommette che litigheremo non sa che con lui non si riesce a litigare», dice. Cita Delrio e Minniti, «la sinistra e la destra del Pd», dice ironizzando sulle provenienze di entrambi, visto che Delrio viene dai Popolari e Minniti dal Pci. «Abbiamo fatto uscire il Paese dalla crisi , forse non basta ma è la verità e dobbiamo raccontarla», spiega. Ai suoi, a dirigenti centrali e periferici, chiede di smettere di litigare. «Entriamo negli ultimi mesi di legislatura o vincono i populisti e vinciamo noi», insiste chiedendo a tutti di entrare in «modalità campagna elettorale» rinviando le discussioni «che lasciano il tempo che trovano» al dopo voto perché «o cambiamo noi l'Italia o non lo fa nessuno».M5S e Lega sono i nemici. «Dalle valli bergamasche si gridava Roma ladrona, la Lega non perdona. Hanno cambiato il titolo. Lega ladrona, Roma vi ha perdonato anche troppo. Si sono comprati le lauree in Albania e hanno portato i diamanti in Tanzania, con una globalizzazione della truffa», attacca Renzi. Ma il segretario dem non risparmia gli ex compagni, Bersani e D'Alema che però non cita. «C'è qualcuno alla nostra sinistra o presunta tale che ci ha educato alla bandiera e alla ditta e poi alla prima occasione ha lasciato per un risentimento personale che non ha ragione di esistere: la nostra idea di sinistra è quella di Obama non la sinistra rivendicativa, non quella di Bertinotti che ha rotto il patto e ha fatto vincere la destra». (m.b.)©RIPRODUZIONE RISERVATA