C'è una maglietta che aiuta i sordi a sentire la musica
di ROSARIA FEDERICOUna serata con Tschaikowsky o Beethoven, il suono degli archi sulla pelle, le luci che accompagnano le onde emozionali che altrimenti sarebbero stati silenzio e gesti muti. È l'emozione che prende il posto delle note nel progetto che permette ai non udenti di ascoltare un concerto di musica classica. Sentire sulla pelle suoni che si tramutano in sensazioni, luce e pulsioni a seconda dell'intensità delle note è possibile grazie a una maglietta ideata, lo scorso anno, dall'azienda londinese CuteCircuit per conto della Junge Symphoniker di Amburgo e in dotazione nel teatro dove i componenti dell'orchestra si esibiscono. Si chiama "The sound shirt" questa maglietta in tessuto tecnologico voluta dall'orchestra tedesca. Basta prenotarla on line poche ore prima di un concerto e indossarla in teatro. E "figlia" di un'altra shirt, quella degli abbracci virtuali, ideata da Francesca Rosella e Ryan Genz, coppia nella vita e nel lavoro. Lei italiana, lui inglese, rispettivamente direttore creativo e amministratore delegato di CuteCircuit. Francesca Rosella è uno dei tanti "cervelli in fuga" dall'Italia che - diplomata all'Istituto Europeo di design - ha lavorato in un centro di eccellenza a Ivrea per approfondire l'uso delle nuove tecnologie per esperienze interattive e nel design. Un centro che improvvisamente, nel 2003, chiuse e Francesca Rosella decise di trasferirsi a Londra per mettere a frutto la sua esperienza, le sue idee nella cosiddetta "moda etica". E la "The soud shirt", la magietta della musica, è uno dei suoi progetti più innovativi. Sul palco i microfoni captano il suono dei diversi tipi di strumenti. Un software traduce il suono in dati che vengono inviati senza fili alla maglietta. Nel tessuto della "camicia sonora" sono inseriti sedici microchip che vibrano con l'esatta intensità della musica. E il corpo riceve vibrazioni sfumate in tempo reale a seconda dell'intensità dei suoni emessi dagli strumenti. Oltre alle vibrazioni, la camicia si illumina associando due "sensi" fondamentali per coloro che non possono sentire suoni. Le diverse sezioni dell'orchestra sono "mappate" su diverse parti del corpo - le note più basse si sentono sulla parte inferiore dello stomaco, violini sul petto, ottone sul dorso superiore, e le note più alte si tramutano in impulsi sul collo e le clavicole - e la pelle diventa cassa di risonanaza della musica. Grazie a questo espediente tecnologico i non udenti possono, dunque, sentire per la prima volta un concerto. Ma lo stesso principio potrebbe essere associato, volendo, a qualsiasi altro tipo di suono. Per lo sviluppo del tessuto la CuteCircuit ha impiegato sei mesi, riproducendo le vibrazioni dei suoni e testando la shirt su persone non udenti. Il massaggio a suon di vibrazioni si traduce in emozioni e in ritmo, con la percezione fisica di lasciarsi andare al piacere del suono di uno strumento che carezza la pelle e diventa magia. Note musicali sulla pelle e luci negli occhi per accompagnare quella sensazione di benessere che il suono di un violino, di un pianoforte o il tonfo di un tamburo riesce a trasmettere. E così come sostengono alla Junge Symphoniker di Amburgo «la musica diventa di tutti». La maglietta sonora è stata realizzata sfruttando il concetto della "camicia d'abbraccio", la "The Hug shirt", un'altra creazione dell'azienda che permette di abbracciare qualcuno a distanza. Un gesto semplice che la distanza impedisce ma che la tecnologia riproduce. La Hug shirt permette di abbracciare una persona lontana. I sensori si collegano tramite il bluetooth, e attraverso il cellulare si possono ricevere e inviare abbracci, semplicemente sfiorando la maglietta: l'altra persona lo riceverà sul telefonino. La shirt si collega a qualsiasi smartphone grazie alla Hugshirt app che registra l'abbraccio come fosse un filmato e lo invia via etere al telefono del destinatario, in qualsiasi parte del mondo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA