Super Rossi: «Non sono matto, ci provo»
TORINO La vittoria con la Fiorentina, per quanto risicata, permette alla Juventus di godersi la vetta della classifica, in compagnia del Napoli. E di preparare con serenità il derby, altro esame di maturità per la squadra di Allegri dopo gli scivoloni di inizio stagione con la Lazio, in Supercoppa, e il Barcellona, in Champions League. Una stracittadina diversa dagli altri, almeno alla vigilia. «Per chi come me è a Torino da 12 anni, questo è il Toro più forte» è la conferma di Giorgio Chiellini, difensore che di derby ne ha giocati e vinti, tanti. La partenza della squadra di Mihajlovic è stata la migliore degli ultimi anni, con 11 punti conquistati in 5 partite: uno sprint che, unito alla qualità a disposizione dell'allenatore serbo, inserisce i granata tra le possibili sorprese del campionato. «La speranza, da torinese acquisito, è che possa andare in Europa - è l'augurio di Chiellini - e si possa fare un derby sempre più di alto livello. Potrebbe tentare lo sgambetto incredibile», è la preoccupazione del difensore bianconero, che parla della Juve come di una squadra «in divenire, in crescita, nonostante le difficoltà che si possono mettere in preventivo ad inizio stagione quando si cambia volto». Lo sa bene Max Allegri, soddisfatto della vittoria con la Fiorentina. «Gli 1-0 servono perché, oltre ai tre punti in classifica, si impara a soffrire», sottolinea il tecnico, sicuro che presto Higuain tornerà al gol. «Gonzalo ha giocato bene, il gol arriverà, magari proprio sabato». Tra le note positive della vittoria con i viola anche l'ennesima prestazione sopra le righe di Bentancur, giovane centrocampista uruguaiano, autore di un'altra prova matura dopo le lodi per la prestazione al Camp Nou nonostante la sconfitta della squadra. «Già a luglio ho visto in Rodrigo un giocatore pronto - dice Allegri - e non a caso aveva già disputato partite di alto livello in Argentina». ARAGON (Spagna)Non è pazzo («mi ha operato un bravissimo dottore»), non punta al titolo mondiale («la lotta è aperta, ma riguarda soprattutto i primi tre») ma vuole solo «tornare al più presto» e magari andare oltre i propri limiti. Quella di Valentino Rossi in questo week end del gran premio di Aragon è soprattutto una sfida con se stesso, adesso che i medici gli hanno dato il via libera per prendere parte alle prove libere di domani. Così lui ci prova, ad appena una ventina di giorni dalla frattura a tibia e perone che si è procurato facendo del motocross, perché - spiega - «non sento troppo dolore, anche se la gamba mi fa ancora male nei cambi di direzione quando curvo a destra. Però martedì scorso, dopo aver provato a Misano, ho deciso di provarci».Alla gara spagnola non chiede nulla, «sarà un test in vista delle prossime tre gare, e già concluderlo sarebbe un buon obiettivo: più chilometri farò in moto e più mi sentirò a mio agio. Meglio ancora se arrivano dei punti». In molti gli chiedono quale sia stato il segreto di questo rientro che alcuni ritengono prematuro, o perfino un miracolo, e quali le motivazioni per uno che ha 38 anni e ha vinto 9 titoli. «Il numero dei titoli non è di aiuto quando hai un infortunio - risponde Rossi -, quanto all'età, dipende dal tipo di frattura e dalle motivazioni. Ho sofferto molto quando ho capito che non sarei sceso in pista a Misano, ora sarà importante essere molto concentrati sul lavoro, e avere un buon team. Certo mi hanno aiutato anche i miglioramenti nel campo della medicina: ora per questo tipo di frattura mettono sempre un chiodo nella tibia anche alle persone normali, quindi si migliora in periodo più breve di prima. Io rispetto alla frattura di sette anni fa mi sento molto meglio, la medicina si è evoluta parecchio, e io sono felice di provarci». Ecco quindi perché il protagonista più atteso sarà ancora una volta lui, Valentino Rossi, anche se la lotta per il titolo non dovrebbe riguardarlo. A giocarsela in chiave iridata saranno Marc Marquez, Maverick Vinales, beniamini del pubblico di casa, e Andrea Dovizioso con la sua Ducati. «Tra me e "Dovi" - dice Marquez - sarà una battaglia incandescente, e c'è anche Vinales che è vicino e Rossi che torna. Insomma prevedo una bella gara, in cui io cercherò di spingere fino alla fine. Questo è uno dei miei circuiti preferiti, ora vedremo come gestirò la situazione, e penso di essere competitivo con ogni tipo di condizione meteo, l'importante è non commettere errori. Misano? Certo prendere venti punti sarebbe stato meglio della caduta».Anche Andrea Dovizioso mostra fiducia. La sua Ducati ha dimostrato di essere la moto più veloce, ora bisogna cercare di fare punti con costanza per riportare quel titolo iridato che a Borgo Panigale manca dall'exploit di Stoner. «Sono rilassato e vedremo che succederà su questa pista dove l'anno scorso feci un disastro - dice -. Questa volta credo proprio che potremmo essere competitivi anche se la concorrenza è notevole. Ma ho le mie carte e me le voglio giocare. A Misano diciamo che ho "accettato" il terzo posto, perché quando non ti senti bene in certe situazioni è stupido tentare di spingere al massimo: ho sentito subito che sulla moto qualcosa non andava, e mi sono regolato di conseguenza. Qui però vorrei andare a tutta, anche e il circuito di Aragona non è il massimo per il mio stile di guida». Oggi il primo turno di prove libere, domani sarà tempo di qualifiche in vista della gara di domenica. Una sfida per il mondiale, ma anche un'emozione per Rossi.