Mostra senza crocifisso Castellamonte si divide
CASTELLAMONTE Non ci può essere Mostra della Ceramica senza almeno una polemica. E anche questa 57esima edizione non è differente dalle altre. A scatenare la prima vera discussione la scelta dell'amministrazione comunale di spostare il crocifisso ligneo che era stato collocato al centro della parete, dietro il tavolo dei relatori, al centro congressi Martinetti. Centro dove si è tenuta, sabato scorso, l'inaugurazione di una delle manifestazioni più importanti di tutta Castellamonte. L'assenza di questo simbolo della cristianità sul muro centrale della sala non è sfuggito ai più. Così come non è sfuggito che sia stato sostituito da un quadro che raffigura il canavesano Piero Martinetti a cui la struttura è dedicata. Una scelta che non ha incontrato il favore di tutti, anzi in molti si sono lamentati. Tra questi, l'ex assessore alla Cultura, ora consigliere di minoranza, Nella Falletti. «Certamente sono scelte che ognuno è libero di fare - dice Falletti - però è una situazione spiacevole. Sarebbe anche opportuno sapere che fine ha fatto quel crocifisso ligneo, dal momento che si tratta di un pezzo storico, che si trovava a palazzo Botton quando ancora questo era sede municipale. Negli anni passati è stato poi fatto restaurare per essere sistemata nell'attuale sala consigliare di palazzo Antonelli. Da lì è stato spostato al Martinetti. È quindi un pezzo che fa parte della storia del paese e del Comune». L'amministrazione comunale guidata da Pasquale Mazza smorza però ogni polemica. Il crocifisso ligneo rivedrà presto la luce. Solamente, l'amministrazione ha deciso di ristabilire l'aspetto originale della sala. «Questo edificio è intitolato ad un personaggio importantissimo per la storia del Canavese, al filosofo Piero Martinetti - spiega il primo cittadino - A nostro avviso era più che opportuno dare il giusto risalto al quadro del filosofo e metterlo bene in vista, visto che era stato spostato dietro l'ascensore, in un angolo della struttura praticamente invisibile ai più. Al crocifisso ligneo, che non è sparito perchè abbiamo conservato tutto, sarà trovata un'altra più giusta collocazione». Poi il sindaco ha qualcosa da ridire anche ai precedenti amministratori. «Ricordo che alcuni di loro erano già nella maggioranza guidata da Alberto Massucco quando venne stato tolto il crocifisso dalla sala consigliare poi rimesso successivamente da Eugenio Bozzello. Non accetto lezioni da chi è cattolico praticante solo a intermittenza». E una stoccata diretta, Mazza la lancia anche alla Falletti che per anni, da assessore, ha curato la mostra della ceramica: «Mi stupisco che abbia notato l'assenza del crocifisso, e al contrario non abbia dimostrato la stessa attenzione nel vedere tutte le persone che in questi giorni sono accorse alla nuova edizione della mostra. Nonostante sia aperta solo da pochi giorni i numeri di questa edizione sono più confortanti di quelli degli anni appena passati. Forse non ha voluto accorgersene».Sandra Torasso