Carcere, più lavoro per i detenuti semiliberi
IVREA Su dieci persone che entrano nelle carceri italiane, sette ci torneranno. È una delle recidive più alte d'Europa. Il dato si abbassa drasticamente se si esce dal carcere con un percorso di attività e costruzione di buone relazioni. Occuparsi del lavoro e della formazione delle persone detenute significa anche lavorare per la sicurezza della comunità. Ivrea e il territorio hanno sempre promosso progetti legato alle opportunità di percorsi di lavoro e formazione per i detenuti semiliberi che, attualmente, sono una decina. La sfida è raddoppiare i numeri. Attualmente, infatti, sono una ventina i posti per i detenuti che, se accompagnati in un percorso di lavoro, potrebbero accedere alla semilibertà. Augusto Vino, assessore alle politiche sociali, spiega: «Progetti con piccoli numeri ne sono stati avviati diversi, sia legati al lavoro volontario che con cantieri di lavoro. Il punto è che bisognerebbe cercare di ampliare la platea di chi accede a questi percorsi. Una giornata di studio per mettere a confronto iniziative e buone pratiche, realizzate in altre case circondariali e sul territorio ci pare un modo per avviare nuove proposte».Di qui, appunto, è nata l'idea di una giornata di studio e di proposte in programma martedì 19 settembre, dalle 9,30 alle 13,30, al liceo scientifico Gramsci. L'iniziativa è stata presentata ieri mattina a palazzo civico. Per il carcere di Ivrea, il convegno costituisce anche un'opportunità di proseguire su un dialogo costruttivo dopo mesi di tensioni, problemi e inchieste della magistratura per fare chiarezza su alcuni episodi di maltrattamenti sui detenuti. Alla giornata di martedì prossimo interverranno Liberato Guerriero, provveditore regionale dell'amministrazione penitenziaria per Piemonte-Liguria-Valle d'Aosta, Bruno Mellano, garante regionale per i diritti dei detenuti. La seconda parte della mattinata sarà dedicata a una tavola rotonda che metterà a confronto alcune esperienze e coordinata da Giovanni Torrente, funzionario giuridico pedagogico nella casa circondariale di Ivrea. Parleranno Giorgio Siri, capo area trattamento del carcere di Ivrea, Cosima Buccoliero, dirigente aggiunto della casa circondariale di Bollate che parlerà dell'esperienza di Bollate, Andrea Sitzia, dell'Università di Padova, che parlerà del caso Padova e dell'esperienza della cooperativa Giotto, Giorgio Basevi, docente all'università di Bologna, che parlerà della formazione scolastica per i processi di reinserimento e Giuseppe Mosconi, dell'Università di Padova, con un intervento del lavoro nelle dinamiche penitenziarie. Chiuderà i lavori l'assessore regionale alle Politiche sociali Augusto Ferrari.