Tavagnasco, miasse e solidarietà con Amatrice
TAVAGNASCO Due giornate di musica e specialità gastronomiche a Tavagnasco venerdì 8, e sabato 9, al Palatenda, per la nona edizione della Sagra della Miassa e del Raduno delle bande giovanili. La manifestazione, organizzata, come sempre, dalla fattiva Pro loco prenderà avvio, questa sera con un appuntamento gustoso all'insegna della solidarietà: la cena "Un'amatriciana per Amatrice" il cui ricavato sarà devoluto alla Pro loco di Collegentilesco, frazione della città in provincia di Rieti, per la riqualificazione del centro ricreativo polivalente. Per l'occasione, sarà presente una piccola delegazione di tale Pro loco che cucinerà personalmente il famoso piatto che deriva il proprio nome appunto da Amatrice. Per eventuali posti ancora disponibili, chiamare il 349/6074645. A seguire, serata allietata da Rino. Sabato 9, alle14.30, decima rassegna delle bande giovanili e sfilata per le vie del paese. Parteciperanno all'evento la Banda giovanile di Tavagnasco-Quassolo-Settimo Vittone e quelle di Loranzé, Donnas, Verrès e Carema e l'Orchestra di fiati giovanile inCrescendo. Parallelamente, dalle 14 in avanti, grandiosa caccia al tesoro. Per il regolamento chiamare il 335/8262498; premiazioni alle 17. Alle 18, nona sagra della miassa. Si potranno degustare miasse farcite, risotto, agnolotti, salsiccetta, capocollo, patatine, formaggi e dolci e sarà inoltre allestito uno spazio per imparare a fare le miasse. A seguire, serata musicale con la band canavesana Plastered. Tutti sono attesi, dunque, a Tavagnasco per questa sagra che celebra le miasse, la specialità locale la cui fama è estesa a tutto il territorio canavesano. «Miassa - spiegano gli esperti - è l'italianizzazione di mijassa, termine traducibile con meligaccia: una sorta di sottilissima focaccia azzima, che viene farcita con un ripieno, salato o dolce a seconda degli ingredienti utilizzati, cui tocca il compito di arricchirla di sapore. Per tale ripieno si va dall'immancabile salignun al cotechino, dai salumi alla crema di nocciola e alla marmellata». A preparare le miasse, volontari espertissimi armati di quelli che sono gli arnesi del "mestiere" indispensabili: ferro, spatola e stecco. La Sagrà sarà non solo l'occasione per gustare la rinomata specialità, ma anche per conoscere un caposaldo della tradizione gastronomica antica del paese e del territorio canavesano.