Acqua ai turisti, Palermo a secco

PALERMODa una parte la siccità - a Palermo non piove da più di tre mesi - e dall'altra le navi da crociera (almeno due al giorno in estate) hanno eroso le già scarse riserve d'acqua e in centro città i rubinetti spesso sono a secco. Da via Dante a piazza Diodoro Siculo, da via Malaspina alla zona alta di via Notarbartolo, in molte abitazioni palermitane dall'altro ieri non è stato possibile nemmeno fare una doccia. Il disservizio è legato soprattutto alla fornitura di acqua alle navi da crociera attraccate al porto di Palermo. Le navi, con migliaia di passeggeri, si approvvigionano alla rete idrica di Palermo e sono dotate di motori per aspirare il liquido nelle proprie cisterne. E così solo una piccola parte di acqua va nelle cisterne e autoclavi degli edifici.A causa della scarsa pressione di queste settimane dovuta alle carenze idriche, quando le navi si approvvigionano l'acqua non arriva più nelle case della zona. Per il sindaco Leoluca Orlando la colpa è della Regione che, nonostante il problema «siccità» perduri da oltre nove mesi, non ha ancora chiesto lo stato di calamità che permetterebbe di attuare misure straordinarie e soprattutto eviterebbe l'approvvigionamento a Palermo delle crociere.CERIGNOLA (Foggia)Il killer ha agito in pieno giorno, a piedi, per nulla scoraggiato dai 200 uomini delle Forze dell'ordine mandati dal governo nel Foggiano dopo la mattanza di San Marco in Lamis (quattro morti, due dei quali vittime innocenti). Era il 9 agosto scorso, esattamente 15 giorni fa: nell'agguato furono uccisi il presunto boss Mario Luciano Romito, di 50 anni, il cognato che gli faceva da autista, Matteo De Palma, di 44, e due contadini, i fratelli Luigi e Aurelio Luciani, di 47 e di 43 anni, assassinati o perché testimoni del delitto o perché scambiati per guardaspalle del boss Romito. Ieri mattina il sicario ha agito tra la gente, impugnando un'arma di grosso calibro con la quale ha fatto fuoco contro Stefano Tango, pregiudicato di 46 anni con precedenti per droga e armi.Gli inquirenti spiegano che non è un delitto di mafia, perché la vittima non aveva né contatti né frequentazioni con esponenti della criminalità organizzata. Ma il fatto che a Cerignola, interessata dai controlli straordinari del territorio voluti dal Viminale, si possa compiere un omicidio alle 9.30 del mattino, davanti a un circolo ricreativo e nei pressi del cimitero, inquieta non poco. Così come sono inquietanti le immagini dei tanti bambini e ragazzini che assistono assieme agli adulti ai rilievi dei carabinieri attorno al cadavere, coperto da un lenzuolo verde e circondato da numeri che evidenziano bossoli e tracce di sangue sull'asfalto. Tango era a piedi, in via Luogosanto, quando ha incrociato il killer che, arma in pugno, gli ha sparato almeno un proiettile al torace. Con il passare delle ore è emersa la pista di una lite che la vittima avrebbe avuto prima del delitto con un uomo.