Violenza in ospedale, ora più controlli
di Rita Colaw IVREAL'argomento è sul tavolo dal mese di marzo ed è oggetto di un confronto (e anche scontro) tra organizzazioni sindacali e direzione dell'Asl/To4. Il tema è la sicurezza degli operatori e dei pazienti negli ospedali, dopo alcuni fatti molto rilevanti. L'ultimo episodio - gravissimo - è avvenuto la scorsa settimana. Un'infermiera, a fine turno serale all'ospedale di Chivasso, è stata aggredita da due uomini mentre era diretta al parcheggio per prendere l'auto e tornarsene a casa. La donna è stata avvicinata nel tratto fra l'ospedale e le camere mortuarie subito dopo aver passato la bollatrice. Prima i due le hanno chiesto soldi, poi hanno iniziato a molestarla bloccandola contro il muro. L'infermiera ha cominciato a gridare ed è riuscita a fuggire. Il gravissimo episodio della scorsa settimana ha scatenato una catena di reazioni, dal sindacato che incalza chiedendo interventi concreti ed efficaci e si rivolge alla procura e la direzione dell'Asl/To4 che annuncia un giro di vite. La Cgil chiede provvedimenti urgenti e azioni incisive che portino risultati e interrompano la catena di episodi di aggressioni e violenza che si verificano negli ospedali del Canavese. Nursind, il sindacato degli infermieri, per mano del segretario provinciale Giuseppe Summa ha depositato un esposto alla procura della Repubblica di Ivrea. Al netto di almeno un paio di interventi dei carabinieri al pronto soccorso dell'ospedale di Cuorgnè per calmare liti e intemperanze, nel gennaio 2016, una donna di 46 anni era stata aggredita e violentata a Chivasso in un corridoio buio accanto al cantiere dei lavori dell'ospedale. Nel marzo scorso a Ivrea un giovane si era intrufolato in ospedale e dopo avere scassinato armadietti e cassetti si era infilato nudo nel letto di una paziente dell'ortopedia: nella fuga, aveva avuto una colluttazione con un operatore socio sanitario che aveva rimediato una frattura. A maggio, sempre a Ivrea, un paziente in osservazione in pronto soccorso aveva dato in escandescenza aggredendo un operatorio socio sanitario provocandogli lesioni guaribili in 120 giorni. Lorenzo Ardissone, direttore generale Asl/To4, dopo l'ultimo episodio è amareggiato («Non sono rispettati neanche gli ospedali») e sottolinea: «Non sono tollerabili gesti di questo genere nei confronti del nostro personale femminile». Annuncia di implementare subito alcuni controlli. «A Chivasso (dove già esiste un servizio di sicurezza con la guardia giurata armata, ndr) sarà presidiato il percorso sensibile di uscita dall'ospedale con la guardia giurata nella fascia di orario dalle 22,45 alle 23. In più, già lunedì 21, con l'ufficio tecnico, verificheremo se e come sia possibile implementare l'illuminazione». Altra azione di intervento annunciata dalla direzione è l'installazione di telecamere. A Cuorgnè il progetto era già previsto e anche a Chivasso saranno installate. Ancora Ardissone: «Metteremo la videosorveglianza con registrazioni a disposizione delle forze dell'ordine». A Ivrea, dopo le aggressioni, è in corso (cominciato il 5 giugno) una sperimentazione di rafforzamento di portierato e guardiania (senza guardie giurate, però) affidata (non senza critiche della Uil) alla Cm service (che ha in capo anche l'appalto delle pulizie) con la possibilità di entrare in ospedale dopo le 23 solo dopo avere suonato il campanello e declinato le proprie generalità e con personale dedicato che monitora almeno quattro volte per notte i vari blocchi dell'edificio.