Strage di pesci nel Gallenca: bisogna trovare soluzioni
CUORGNÈEventuali responsabilità per il disastro ecologico nel torrente Gallenca della scorsa settimana (segnalato all'opinione pubblica da un attento cittadino, Matteo Passera) emergeranno nelle prossime settimane. Migliaia di pesci pregiati, trote e vaironi, morti insieme a centinaia e centinaia di gamberi d'acqua dolce a causa della siccità. E non è la prima volta. Ma sono in molti, tra cui Legambiente, a puntare il dito contro le eccessive captazioni idroelettriche e agricole che hanno ridotto la portata dei corsi d'acqua. A pochi chilometri dal Gallenca accade anche al torrente Orco, una volta impetuoso e pescoso, oggi ridotto a pozzanghera quasi senza vita.«Anche se per quest'estate sembra passata la fase più critica sul fronte siccità occorre mantenere alta l'attenzione per farci trovare pronti alla prossima crisi idrica - spiega Fabio Dovana, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta - Alcuni hanno evocato la necessità di nuovi invasi in montagna, ma noi crediamo che nuove colate di cemento non siano la risposta adeguata ai cambiamenti in atto». Chi ha cercato di evitare il disastro ecologico nel Gallenca è stata la locale associazione di pescatori sportivi (che vanta anche un membro nel Consiglio di comunità). «Ogni anno interveniamo e salviamo migliaia di trote - spiega Luca Fava - Lo abbiamo fatto anche questa volta ma un temporale ha fatto aumentare il livello dell'acqua e i pesci sono risaliti a monte venendo poi sorpresi dalla siccità. Ci sanguina il cuore di fronte a quanto accaduto. I vaironi si riprodurranno a breve, le trote purtroppo no come pure i gamberi. Ma noi siamo qui. Pronti a lavorare per salvaguardare il territorio».