Slc difende accordo Vodafone «È un'opportunità in più»

IVREA «Il passaggio a Comdata o l'incentivo all'esodo non sono obbligatori. È uno strumento in più per i lavoratori che non vogliano affrontare la trasferta a Milano. La nostra posizione sui trasferimenti è netta ed è sempre stata netta: siamo contrari. Però siamo consapevoli dell'importanza di fornire tutti gli strumenti che ogni singolo lavoratore possa adottare per diminuire al massimo il disagio voluto». Alfonsina D'Onofrio, Slc Cgil, difende l'accordo sottoscritto in Regione insieme con gli altri sindacati confederali e con Vodafone, sul trasferimento a Milano di 19 lavoratori, operativo dal 10 luglio. Quell'accordo, non firmato dai Cobas, è stato duramente criticato dagli autonomi, che lo giudica una beffa in quanto 15 dei 19 lavoratori trasferiti sono quelli che avevano impugnato la cessione in Comdata del 2007 e sono stati reintegrati in Vodafone da una sentenza della magistratura. Per loro, è chiaro che la proposta di licenziarsi volontariamente e farsi assumere in Comdata ha il sapore molto amaro di una presa in giro e non è accettabile. Non è un caso che i 15 trasferimenti sono stati impugnati. E sono stati impugnati anche i due trasferimenti di persone ritenute non abili alla risposta in cuffia, rappresentate dalla Cgil. Il trasferimento di altre due persone, anche loro non completamente abili alla risposta in cuffia e sempre rappresentate dalla Cgil, non è andato avanti. D'Onofrio aggiunge: «Capisco che, per i lavoratori reintegrati, la proposta di licenziarsi e farsi assumere in Comdata non sia accettabile. Ma non ci sono solo quei lavoratori, ce ne sono anche altri. E il nostro compito è dare più scelta possibile. Parliamoci chiaro: non è che in Ivrea ci siano molte altre realtà che possano assorbire questo personale. Capisco che le regole di assunzione siano oggi quelle del jobs act e non è certo un accordo al rialzo. Anzi. È un accordo, però, che offre un'opportunità in più. E non inficia la causa davanti al giudice del lavoro. Ripeto: anche le nostre due rappresentate hanno impugnato il trasferimento». (ri.co.)