Profugo aiuta i militari a fermare il ladro

di Mauro GiubelliniwRIVAROLO CANAVESELe indicazioni, precise e dettagliate, fornite ai carabinieri da un giovane richiedente protezione internazionale, hanno permesso ai militari dell'Arma di acciuffare un ladro che aveva appena arraffato tre smartphone esposti all'interno del nuovo Centro Tim di corso Torino. Nei guai è finito un 17enne romeno. Il giovane, martedì sera, era entrato nello show room di telefonia storicamente gestito dalla famiglia Magnaguagno come un normale cliente. La titolare e i suoi collaboratori erano impegnati con diverse persone interessate a cellulari, tablet e contratti telefonici. Sulle mensoline in cristallo del negozio erano esposti un centinaio di cellulari e tablet di ultima generazione, molti dei quali utilizzabili direttamente dai clienti per testarne le caratteristiche tecniche. E proprio tra questi, il giovane romeno, ha scelto tre costosi telefonini fuggendo poi a gambe levate. Immediata la richiesta d'intervento ai carabinieri, la cui caserma è a 200 metri in linea d'aria. Ad aiutare i militari in modo determinante è stato un profugo ospite all'Hotel Europa che, dall'altro lato della via principale, stava passeggiando nella lea con la sua ragazza. Realizzato quanto stava accadendo ha seguito il fuggitivo. «Il ladro che state cercando si è nascosto dietro ad una siepe in via Della Lumaca», ha detto l'immigrato ai carabinieri di Rivarolo che in meno di un quarto d'ora hanno arrestato il 17enne romeno, lo hanno portato in caserma per l'identificazione e l'interrogatorio, e riconsegnato il bottino ai titolari del Centro Tim. Il ladro è stato poi affidato al Tribunale dei minori di Torino mentre le indagini proseguono: le telecamere di videosorveglianza interne ed esterne del negozio avrebbero messo a fuoco una seconda persona, forse un complice, che potrebbe essere coinvolto nel furto. Il gesto di grande senso civico del migrante stoppa, in qualche modo, le furiose polemiche scatenate da un altro profugo, anch'esso ospite dell'Hotel Europa, che nelle scorse settimane, proprio nella frequentatissima lea di Rivarolo, si era fatto immortalare mentre, piegato sulle ginocchia e con il fallo in mano, faceva un impellente bisognino direttamente dentro un tombino. La foto, postata su Facebook da un cittadino, aveva innescato commenti ancor più caldi del già torrido clima.