Caos e rabbia a Malpensa e Linate

MILANOÈ esplosa ieri al mattino presto e si è tradotta in assemblee spontanee la rabbia dei lavoratori degli aeroporti di Milano che si occupano dei servizi a terra (ovvero che caricano e scaricano i bagagli), preoccupati per l'autorizzazione data alla cooperativa Alpina a lavorare in subappalto a Malpensa proprio da ieri. Lo "sciopero selvaggio", nel primo giorno di agosto che per molti coincide con il primo giorno di ferie, ha causato valigie bloccate, aerei in ritardo anche di un'ora o partiti senza i bagagli. E così a farsi sentire è stata anche la rabbia dei passeggeri e non solo a Linate e Malpensa, ma anche via social network. «Dite ai sindacati che il loro diritto a scioperare finisce laddove inizia il diritto dei viaggiatori a partire per le vacanze»; «Noi imbarcati sull'aereo a Malpensa. I nostri bagagli non si sa... comodo eh? »; «Oggi a Malpensa volano solo gli insulti» sono alcuni dei commenti apparsi su Twitter dove Malpensa è diventato uno dei trendtopics, cioè degli argomenti più citati.La situazione a Linate è tornata alla normalità prima delle 10, con una ventina di aerei che hanno registrato ritardi di un'ora. A Malpensa i disagi sono continuati fin verso le 13, con 45 voli decollati in media mezz'ora dopo l'orario previsto. La protesta dei lavoratori ha avuto due conseguenze. La prima è che Enac ha sospeso l'autorizzazione ad Alpina fino al primo settembre, la seconda che il Garante per gli scioperi, Santoro Passarelli, valuta sanzioni. L'augurio di Vito Riggio, presidente di Enac, è che l'autorità dei Trasporti «intervenga con durezza» perché quello che è successo è «inaccettabile, imperdonabile e irripetibile». «Siamo sensibili ai disagi dei passeggeri» ha spiegato Angelo Piccirillo della Filt Cgil, spiegando che i sindacati avevano «fatto presente a tutte le istituzioni la tensione ingovernabile che stava montando fra i lavoratori».Con la sospensione di un mese ad Alpina decisa da Enac non si prevedono nuove proteste nei giorni delle vacanze. Se ne riparlerà vicino al primo settembre quando Alpina dovrebbe cominciare a lavorare a Malpensa. Solo ieri, ha raccontato Piccirillo, il prefetto di Varese ha chiesto ad Alpina di rimandare l'ingresso «ma ha detto no e nel momento in cui non ha ascoltato il prefetto, i lavoratori non hanno ascoltato nessuno».Una scelta inaccettabile per Riggio che ha ricordato che «questo è un periodo in cui non è ammesso scioperare o fare delle cose che somigliano a uno sciopero senza dichiararlo». «Quali che siano le giuste ragioni - ha aggiunto -, è impensabile creare disagi alle persone che vanno in vacanza».