Via i metal detector dalla Spianata
GERUSALEMMEDi fronte alle forti proteste palestinesi Israele ha compiuto un passo indietro e ieri sono stati rimossi a Gerusalemme i metal detector installati per ragioni di sicurezza ad alcuni accessi della Spianata delle Moschee. Sono state asportate anche alcune telecamere di sicurezza. Queste misure non sono state sufficienti a riportare la calma in Città Vecchia. Nemmeno ieri i fedeli islamici sono tornati nella Spianata delle Moschee e hanno preferito tenere ancora le loro preghiere nelle strade vicine. «I contatti con Israele restano congelati» ha confermato il presidente palestinese Abu Mazen, alludendo anche alla cooperazione su questioni di sicurezza.Israele e Giordania cercano di circoscrivere le ripercussioni della sparatoria di due giorni fa in un edificio vicino all'ambasciata israeliana dove due persone sono rimaste uccise dagli spari di un agente di sicurezza israeliano, aggredito in precedenza alle spalle. L'ambasciata è deserta perché il suo staff, agente incluso, ha fatto ritorno in Israele. Le indagini su di lui - ha precisato in Giordania il Dipartimento per la Sicurezza Pubblica (Psd) - si sono concluse dopo che tutti i testimoni oculari sono stati interrogati, ed il caso «è passato alla magistratura per future azioni legali». Ma nel parlamento di Amman la brusca partenza dell'agente ha inasprito gli animi e innescato diverbi. A Wihdad (presso Amman) migliaia di persone hanno partecipato, al grido di «Morte a Israele», ai funerali dell'assalitore dell'israeliano: il 17enne Muhammad Jawawdeh, di origine palestinese, vicino ai Fratelli Musulmani. Israeliani e giordani insistono per tenere separate le due vicende: quella dei metal detector e quella dell'agente. Ma è ancora presto per stabilire se la situazione a Gerusalemme si stia avviando verso una normalizzazione.Ieri Abu Mazen si è consultato col Mufti di Gerusalemme, sceicco Mohammed Hussein, e in serata ha fatto sue le rigide posizioni del religioso. Il Waqf, l'Ente per la custodia dei beni islamici in Palestina, ritiene che la polizia non abbia ancora completato la rimozione delle telecamere e delle transenne presso la Spianata ed esprime totale opposizione alla installazione - graduale, nei prossimi mesi - di nuove telecamere di sorveglianza israeliane capaci di segnalare la presenza di elementi «a rischio» in una folla di centinaia di migliaia di persone. Replicando a timori già avanzati da parte islamica, la polizia ha assicurato che quelle telecamere non infrangono affatto la privacy dei passanti, e non possono scrutare sotto gli indumenti. Ma la sfiducia verso Israele è totale: «Anche se Netanyahu piantasse rose presso la Spianata, saremmo contro» ha detto un analista locale.