Caso Minutiello, nato un comitato
CASTELLAMONTEDirompente. Non c'è un'espressione più appropriata per definire la vicenda di Franco Minutiello, il dipendente della Teknoservice di Castellamonte licenziato perchè affetto dal morbo di Parkinson. La sua storia, diventata un caso nazionale, ha avuto lo straordinario potere di aggregare quattro tro tra le più autorevoli associazioni nazionali che si occupano di Parkinson che alla fine di giugno, a Milano, si sono riunite per la prima volta come Comitato nazionale associazioni Parkinson (ne fanno parte WeAreParky, Aigp, Parkinson Italia e Associazione Italiana Parkinsonismi). In quell'occasione, è stato definito il logo del Comitato, enunciati i valori ispiratori del sodalizio, pianificato l'incontro di martedì scorso, a Roma, presso il Ministero della Salute, lanciata la petizione online per chiedere il diritto ad avere informazioni sulla malattia, cure e servizi adeguati su tutto il territorio«Un fatto storico, l'incontro - confida Giulio Maldacea, presidente di WeAreParky che era già stato nella capitale con Minutiello, ricevuto dal ministro Enrico Costa - , perché negli ultimi vent'anni le associazioni di parkinsoniani non sono mai state riunite in un'unica organizzazione. E molto positivo , perché lo staff del ministro Beatrice Lorenzin ha ascoltato con interesse ciò che avevamo da raccontare. Il Parkinson non è più solo una malattia che colpisce gli anziani, infatti, sono sempre di più i giovani a cui viene diagnosticato, uomini e donne di 30, 40 anni, nel pieno dell'attività professionale, spesso con figli piccoli, costretti a rallentare i ritmi della loro vita, subendo pesanti ridimensionamenti sul posto di lavoro, senza un riconoscimento adeguato di disabilità per una malattia che può essere molto invalidante».La mancanza di una terapia uniforme a livello nazionale, la difficoltà del reclutamento dei medicinali, il riconoscimento di efficaci tutele lavorative e di una adeguata invalidità, l'emersione delle situazioni illecite che comportano danni e complicazioni ai malati ed alle famiglie (spesso costretti a subire estenuanti procedure burocratiche e controlli capziosi) sono le principali criticità che i malati e le loro famiglie devono affrontare quotidianamente. Insieme al comitato, ha partecipato all'incontro anche Gianni Pezzoli, presidente della Fondazione Grigioni per il Morbo di Parkinson, che ha rivelato gli ultimi dati disponibili, anche se non ufficiali, relativi ai malati in Italia: 600mila. Entro il 30 settembre il comitato si è impegnato a presentare al Ministero un rapporto dettagliato che evidenzierà le criticità e le possibili soluzioni per aiutare i pazienti. Durante l'incontro, il comitato ha offerto la propria disponibilità per avviare col Ministero una collaborazione finalizzata a creare un sistema virtuoso a sostegno dei malati per far fronte assieme ai problemi che ogni paziente affronta con difficoltà (accompagnamento alle terapie riabilitative, reperimento medicine, assistenza domiciliare), ma che, grazie alla rete delle associazioni volontarie dei parkinsoniani, diffuse a macchia di leopardo sul territorio nazionale, possono essere superate con il supporto della Sanità pubblica. Tutto questo, senza la determinazione ed il coraggio di Franco Minutiello non avrebbe potto scaturire. (m.mi.)