Nebrodi, sindaci pronti ai presidi

MESSINAAlta tensione sui migranti, con i sindaci dei Nebrodi, nel messinese, sul piede di guerra. A Castell'Umberto, dopo la protesta di sabato del primo cittadino Vincenzo Lionetto Civa e di alcuni abitanti davanti all'ex albergo "Canguro", situato nel comune confinante di Sinagra e nel quale sono stati portati 50 migranti, i primi cittadini dei Nebrodi si sono riuniti e hanno deciso di effettuare un presidio permanente, ma senza blocchi, davanti all'hotel, in attesa di una convocazione della Prefettura. E la convocazione è arrivata: la riunione, a cui parteciperanno i 45 sindaci del Messinese maggiormente interessati al problema, si terrà giovedì 20 luglio. «Quella dell'accoglienza è una materia estremamente complessa e delicata, che va affrontata con una forte collaborazione a tutti i livelli istituzionali» dice il sottosegretario alla Salute Davide Faraone, Pd, sottolineando che «proprio per questo è necessario respingenre con forza qualsiasi tentativo di strumentalizzazione».Il sindaco di Castell'Umberto chiede che i migranti siano spostati il più presto possibile e lamenta il fatto di non essere stato messo al corrente degli arrivi. Ma dalla Prefettura di Messina fanno sapere che per ora non è previsto alcun trasferimento in altra sede. «Al momento non vediamo l'esigenza di questa scelta», ha dichiarato il capo di gabinetto Caterina Minutoli. L'asse dei primi cittadini non appare del tutto compatto: «Non mi risulta che l'iniziativa del presidio coinvolga tutti i sindaci dei Nebrodi» dichiara Nino Musca, primo cittadino di Sinagra, che ospita l'albergo sul proprio territorio. Ma il problema resta. A dare manforte agli amministratori locali è il leader della Lega, Matteo Salvini: «Fanno bene. Quando saremo al governo difenderemo i confini». Questa sera Salvini sarà a Civitavecchia, dove si è aperto un altro fronte sull'ipotesi di istituire in città un "hotspot". Il sindaco del M5S Antonio Cozzolino e gli abitanti contestano la possibile apertura di un centro per l'identificazione e la prima accoglienza dei migranti. Nel contempo Cozzolino attacca Salvini, lo informa che «l'unica invasione di cui Civitavecchia ha paura è quella di razzisti, approssimativi e qualunquisti», e lo avverte: «Comincia a correre, ma lontano da Civitavecchia». Il presidente del Pd, Matteo Orfini, getta acqua sul fuoco: «È importante avere gli hotspot per verificare i numeri e chiedere aiuto all'Europa». Ma «non ci devono essere allarmi, tutto verrà discusso con le amministrazioni». Di ben altro avviso Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia, che dice «basta: noi non vogliamo parlare più di dove accoglierli o farli sbarcare» ma «solo di come impedire ai barconi di partire».