Raggi verso il processo l'accusa: falso e abuso
di Fiammetta CupellarowROMAVirginia Raggi, sindaco di Roma del Movimento 5Stelle che due giorni fa ha festeggiato un anno al Campidoglio, rischia il processo per abuso d'ufficio e falso. Era stata iscritta nel registro degli indagati il 24 gennaio scorso dalla procura di Roma e interrogata il 2 febbraio. Ieri le è stata notificata la comunicazione di "chiusura indagini", atto che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio. «Sono abbastanza tranquilla e con i miei legali credo che potremo spiegare - ha replicato ieri durante la trasmissione Cartabianca su RaiTre - Se mi dimetterò in caso di rinvio a giudizio? Seguirò il codice etico dei Cinquestelle. Dipende dalla gravità dei reati e io non ho rubato soldi. Andiamo avanti».La nomina di Renato Marra e la promozione di Salvatore Romeo. Una tormentata vicenda giudiziaria quella che vede al centro il primo cittadino di Roma e che lo scorso anno si è intrecciata con le prime fasi della giunta capitolina, soprattutto con l'iter della nomine degli assessori e degli uomini nei posti chiave al Campidoglio. A Virginia Raggi sei mesi fa è stato infatti contestato il reato di abuso d'ufficio in relazione alla nomina di Salvatore Romeo, considerato uno dei suoi "fedelissimi" e messo a capo della segreteria politica, fatto che gli triplicò lo stipendio, da 39 a 110mila euro e che divennero 95mila dopo l'intervento dell'Anticorruzione. Salvatore Romeo è lo stesso uomo che intestò al sindaco una polizza vita da 30mila euro, di cui Raggi ha ammesso di non averne mai saputo nulla. È poi accusata anche di falso, per la nomina alla direzione Turismo del Campidoglio di Renato Marra, fratello di Raffaele, voluto all'epoca come capo del personale e poi arrestato per corruzione il 16 dicembre 2016 assieme all'imprenditore Sergio Scarsellini. Raffaele Marra, Salvatore Romeo e l'ex vice sindaco Daniele Frongia facevano parte del cosiddetto "Raggio magico" e dialogavano tra loro su un gruppo WhatsApp dal titolo "Quattro amici al bar". Conversazioni acquisite dai magistrati dal cellulare sequestrato a Marra al momento dell'arresto e ora finite nelle carte dell'inchiesta condotta dalla procura di Roma. Una miriade di commenti e conversazioni sull'attività della giunta capitolina, particolarmente fitte nei mesi "caldi" delle nomine in Campidoglio, ora finite nel fascicolo che riguarda Virginia Raggi.La chat. Le conversazioni sono state considerate fondamentali dai magistrati di piazzale Clodio soprattutto per quanto riguarda la vicenda di Renato Marra. Era stato il presidente dell'Anticorruzione Raffaele Cantone a segnalare il conflitto d'interessi per la nomina di Renato Marra fratello dell'allora capo del personale, Raffaele. Ma Raggi aveva dichiarato in una nota scritta di aver deciso quella nomina in piena autonomia e dunque senza coinvolgere Raffaele Marra, considerato tra l'altro uno dei suoi collaboratori più stretti. Ma in un sms scoperto sulla famosa chat dei "Quattro amici al bar" la sua versione è stata smentita dalle sue stesse affermazioni. Raggi in quei messaggi protestava con Marra per aver preso questa decisione e che non sapeva nulla nemmeno del salto di stipendio di cui avrebbe beneficiato suo fratello Renato. Caduto l'abuso d'ufficio è rimasta però in piedi l'accusa di falso.Per la nomina a capo delle segreteria di Salvatore Romeo, ritenuta illegittima dai magistrati, Raggi è invece accusata di abuso d'ufficio e dovrà chiarire al procuratore aggiunto Paolo Ielo le modalità che hanno portato il primo cittadino a quella scelta. Nomina Raineri: chiesta archiviazione. Non avrà conseguenze ed è stata chiesta l'archiviazione, la nomina del giudice Carla Raineri (scelta come capo di Gabinetto, incarico da cui si è dimessa). Pur ritenendo la nomina non legittima, i pm hanno valutato l'assenza di dolo intenzionale. L'indagine era partita da un esposto di Fratelli d'Italia in cui chiedevano chiarimenti in relazione alla congruità del compenso: 192mila euro. Finisce in archivio anche il procedimento relativo ad un presunto dossieraggio ai danni del presidente dell'assemblea capitolina, De Vito fatto fuori dalle comunarie indette dal M5S per la scelta del candidato sindaco sulla base di false accuse. Vinse Virginia Raggi.©RIPRODUZIONE RISERVATA