Il terrorista armato come Rambo
Dalla Siria al Mar Baltico sale la tensione tra Russia e Stati Uniti. Nel Paese mediorientale i rapporti tra Washington e Mosca che si fanno sempre più difficili dopo che un caccia F-15 americano ha abbattuto un drone delle forze pro-Assad che sorvolava i cieli sopra il confine con la Giordania. È il terzo episodio del genere nell'ultimo mese, e rischia di alimentare il caos nella regione e di provocare un'escalation dagli sviluppi inimmaginabili. Tanto che dal Palazzo di Vetro dell'Onu si leva un accorato appello alla calma e alla moderazione da parte del segretario generale Antonio Guterres: «Sono molto preoccupato - ha detto rivolto a Washington e Mosca - perché episodi simili rappresentano un grande pericolo». Intanto a migliaia di chilometri di distanza, sui cieli del Baltico, alcuni jet russi Su-27 hanno intercettato due aerei da ricognizione americani R?-135. Per Mosca uno dei velivoli Usa aveva tentato di avvicinarsi ai caccia di Mosca compiendo una «virata provocatoria». PARIGIArmato come Rambo, con bombole a gas, due pistole, un kalashnikov e migliaia di munizioni oltre che un regolare porto d'armi rilasciato dalle autorità francesi: monta la polemica per Adan Lofti Djaziri, il 3enne schedato con la lettera "S"degli individui radicalizzati a rischio che lunedì si è andato a schiantare con la sua Renault Megane contro un furgone della Gendarmeria di pattuglia sugli Champs-Elysées. In tv, il premier Edouard Philippe dice che «nessuno può essere soddisfatto se qualcuno che era schedato poteva continuare a beneficiare» di un porto d'armi. «Non solo lasciano a piede libero gli schedati S, ma in più viene riconosciuto loro il porto d'armi... sono pazzi o cosa? », tuona su Twitter la leader del Front National, Marine Le Pen, chiedendosi quando si «porrà fine a tutto questo».Nella Francia a bocca aperta per l' accaduto gli 007 cercano di placare le polemiche. Se nel febbraio scorso hanno riconfermato il porto d'armi al ragazzo radicalizzato - spiega una fonte della polizia citata da Le Monde - era solo per non insospettirlo. Una classica tecnica di intelligence per facilitare la sorveglianza dell'interessato e del suo ambiente. Peccato solo che si sia rischiata una nuova strage nel cuore turistico della capitale.Per tutta la notte, gli agenti dell'antiterrorismo hanno perquisito la villetta di Plessis-Pâté, nel dipartimento dell'Essone, dove l'assalitore - ieri l'autopsia per determinare le cause della morte, probabile un'intossicazione causata dalle fiamme nell'abitacolo della sua auto - viveva con i familiari. Quattro sono stati fermati: la moglie, il fratello, la cognata e il padre. Presso il suo domicilio è stato rinvenuto tutto l'occorrente per fabbricare una bomba. Nell'auto di Adan Lofti Djaziri, tra l'altro, c'erano novemila munizioni, oltre alle due bombole a gas, al fucile d'assalto e le due pistole. Sequestrati anche il computer e due cellulari. Senza precedenti giudiziari, l'uomo era schedato per radicalizzazione dal 2015. E già nel settembre 2014, le autorità tunisine avevano diramato un mandato d'arresto per fatti di terrorismo risalenti al 2013. Inoltre, risultava tra i codice "J"di Interpol: significa che alle autorità transalpine era stato chiesto di non fermarlo, ma sorvegliarlo in modo discreto, avvisando i servizi tunisini che lo cercavano da tempo. Negli ultimi anni, in Francia, si era rivolto alla prefettura dell'Essonne per dichiarare il possesso di nove armi. Oggi il ministro dell'Interno Gérard Collomb presenterà in consiglio dei ministri il progetto di legge antiterrorismo per «pedinare individui come questo, evitando dunque gli attentati». Certo è che in Francia i radicalizzati sono molto più numerosi degli agenti in grado di seguirli.