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NAPOLIAlla fine hanno toccato terra ieri mattina a Napoli i 1.444 migranti soccorsi dalla nave di Medici Senza Frontiere al largo della Libia.Tre giorni di viaggio in difficili condizioni di sovraffollamento, visto che il mezzo umanitario ha una capienza di 600 persone. Non ha potuto attraccare in Sicilia a causa delle disposizioni legate al G7 di Taormina. Il blocco degli sbarchi sull'isola durante il vertice, ha sottolineato il capo della Polizia, Franco Gabrielli, «è stata una vicenda strumentalizzata» visto che era collegato «quasi esclusivamente all'impegno gravoso che avevano le forze di polizia» e «le persone soccorse sono state 11mila, a significare che sono polemiche da cortile di casa». Sulla nave anche i cadaveri due ragazze nigeriane di 19 e 21 anni recuperati su un gommone. «Entrambe - ha spiegato Michele Trainiti, responsabile delle operazioni di salvataggio in mare di Msf - si trovavano sullo stesso gommone. Una è arrivata viva ma poi è morta durante lo sbarco. L'altra era già morta sul gommone». Decessi «probabilmente per asfissia, perché i gommoni sono stracarichi e sono assolutamente inadatti al trasporto di così tante persone». Si tratta di migranti partiti dalla Libia. «Molti di loro - ha denunciato Trainiti - presentano fratture in varie parti del corpo, conseguenze del clima di violenza nel Paese». L'esponente di Msf ha anche evidenziato come nelle operazioni di salvataggio, fatte dalle 7 del mattino alle 5 del pomeriggio non si sia vista in zona nessun'altra nave: «Dobbiamo ringraziare solo la Guardia Costiera».