Senza Titolo

Il conto alla rovescia con voce metallica che dal centro di comando entra nelle cuffie, i propulsori che si accendono e l'abitacolo che inizia a vibrare. E poi, un'accelerazione violenta, il Kennedy Space Center ridotto a un puntino e i razzi che raggiungono gli ultimi strati dell'atmosfera in pochi secondi. Dal finestrino, la luce delle stelle e il blu della Terra squarciano il buio. Siamo negli anni Trenta del ventunesimo secolo e l'uomo ha vestito un'altra volta i panni dell'esploratore. A bordo della capsula Orion, quattro astronauti hanno appena lasciato Cape Canaveral, in Florida. Dopo aver raggiunto la Luna si lanceranno nello Spazio profondo, forse dormiranno in una sorta di letargo che rallenterà le funzioni vitali. Il viaggio sarà lungo e impegnativo, almeno 60 milioni di chilometri li dividono dalla destinazione. Da Marte, il primo pianeta che verrà esplorato - e poi colonizzato - dall'uomo. Passeranno, come minimo, sei mesi prima di entrare nell'orbita del pianeta rosso, l'intera popolazione terrestre dovrà aspettare con il fiato sospeso, il centro di controllo dovrà vigilare su rotte e parametri. Per la prima volta dalle pionieristiche missioni con i rover sarà un uomo a inquadrare il suolo extraterrestre. Prima di ripartire l'equipaggio potrebbe restare diversi mesi nei deserti sabbiosi di Marte, a temperature che oscillano tra i meno 140 e i 20 gradi centigradi, in attesa che la distanza con la Terra torni a essere accessibile. Gli astronauti verranno selezionati con cura forse alcuni di loro faranno parte di quella Mars generation che già oggi si sta misurando con le simulazioni dei camp organizzati dalla Nasa. Magari il capitano avrà già partecipato al primo lancio di prova di Orion (missione Em-2) previsto tra cinque anni. Non sarà solo una missione americana, non c'è più una Guerra Fredda da vincere e la corsa allo Spazio si affronta insieme. Ecco perché molti dei componenti e la stessa capsula Orion parleranno europeo grazie al coinvolgimento dell'agenzia spaziale Esa. E non è escluso il coinvolgimento di società private - da SpaceX a Blue Origin - che già da tempo hanno fiutato "l'affare" spazio.Se il ventesimo secolo sarà anche ricordato per aver catapultato per la prima volta l'uomo sulla Luna, il ventunesimo secolo vedrà per la prima volta la conquista di un altro pianeta. Dopo oltre mezzo secolo dall'ultima missione Apollo, si avvera il sogno di Wernher von Braun, padre dei missili V1 e V2, scienziato strappato ai nazisti e mente dietro il progetto Apollo. Nel 1969 portò davanti al Congresso un piano per far sbarcare gli astronauti su Marte entro il 1981. Fu bocciato per gli elevati costi che già gli Usa stavano sostenendo per il disgraziato conflitto in Vietnam. Del resto il sogno parte da lontano: la prima sonda a toccare il suolo marziano è del 1971. La strada, insomma, la conosciamo. @RinoBucci©RIPRODUZIONE RISERVATAnALTRI SERVIZI ALLE PAGINE 2, 3, 4 E 5 DELL'INSERTO