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di Gabriella Cerami wROMAAssunzioni mirate, controlli rigidi per chi si assenta soprattutto il lunedì o il venerdì e la possibilità per i cittadini di dare i voti ai servizi offerti. La riforma del pubblico impiego targata Marianna Madia, dal nome del ministro, approda oggi in Consiglio dei ministri per il via libera finale. Il nuovo testo mira a riscrivere le regole in merito all'organizzazione del lavoro pubblico: dalle disposizioni sui licenziamenti disciplinari alle misure per la stabilizzazione del precariato storico, al polo unico per le visite fiscali in capo all'Inps per i controlli sulle assenze per malattia, che dovrebbe diventare operativo a partire da settembre. Dopo i recenti incontri con i sindacati il testo ha subito ancora qualche ritocco ma l'impianto generale è rimasto. Tra le novità l'apertura al precariato storicoAssunzioni mirate, tetti per idonei. Si passerà da un'impostazione rigida delle assunzioni, basata su piante organiche, a un modello che guarda alle esigenze concrete, impostato su programmi triennali e figure strategiche. Tetto per gli idonei nei concorsi (20% dei posti).Piano straordinario per i precari storici. Viene disegnata una roadmap, che si snoderà tra il 2018 e il 2020, per assorbire chi da tre anni, anche non continuativi, degli ultimi otto è a servizio della Pubblica amministrazione. Per loro un doppio canale: chi è entrato per concorso potrà essere assunto direttamente mentre per gli altri ci sarà una riserva (50%) nelle future prove. Finestre per i precari a cui il contratto è scaduto dopo l'entrata in vigore della legge delega ma prima del decreto. Si allungherebbe il termine per la maturazione dei requisiti (fine 2017). Spazi per i lavoratori socialmente utili. Stop premi a pioggia ma saltano gabbie su pagelle. Fine della distribuzione a pioggia dei premi. Saltano però i vincoli della legge Brunetta, che prevedeva una rigida divisione all'interno di ogni amministrazione per cui ci doveva sempre essere un 25% che restava a secco. I cittadini potranno dire la loro sulla qualità dei servizi e il loro giudizio conterà ai fini del "voto".Sanzioni per furbetti del weekend lungo. È affidata ai contratti la formula per colpire chi "marina" puntualmente il lunedì e il venerdì o i casi di assenze collettive in date da bollino rosso. Per arginare il fenomeno saranno anche messi freni a fondi per premi laddove risultino tassi di assenteismo sopra la media. Visite fiscali a Inps, controlli a ripetizione. La competenza sugli accertamenti passa dalle Asl ai medici dell'Istituto di previdenza, con la creazione di un polo unico per pubblico e privato. Decreti attuativi garantiranno un'armonizzazione delle fasce orarie di reperibilità e dei criteri per una «cadenza sistematica e ripetitiva». Saranno garantite le incompatibilità tra controllore e controllato. Chiarezza sui licenziamenti, ma salvo l'articolo 18. Viene fatto ordine sui licenziamenti in caso di scarso rendimento o cronica condotta illecita. I tempi per arrivare a decidere sulla sanzione si riducono da quattro a tre mesi e a un mese per tutti casi di flagranza. Per gli statali resta intatto l'articolo 18. Viene messo il tetto di massimo 24 mensilità per il risarcimento.Nuovo equilibrio tra legge e contratto. La legge diventa la cornice che fissa le regole generali, lasciando al contratto la possibilità di intervenire e di derogare alla legge.©RIPRODUZIONE RISERVATAROMA Mercato del lavoro in affanno con l'esaurimento degli sgravi contributivi per le assunzioni stabili e la stretta sulla durata massima della cassa integrazione. Nei primi tre mesi del 2017, rileva l'Osservatorio dell'Inps sul precariato, sono stati attivati quasi 400mila contratti a tempo indeterminato, comprese le trasformazioni con un calo del 7,4% sullo stesso periodo del 2016. Il saldo tra assunzioni e cessazioni da contratti stabili resta attivo (17.537 unità), ma in forte calo sul 2016 (31.366) e ancora di più sul 2015 (135.734) quando erano previsti sgravi contributivi totali.Licenziamenti in aumento. Nello stesso periodo si registra un aumento dei licenziamenti (+2,8%), concentrato in quelli per motivi disciplinari (giusta causa e giustificato motivo soggettivo), ossia le cause di rottura del contratto sulle quali è intervenuto il jobs act cancellando la possibilità di reintegro nel posto di lavoro in caso di licenziamento giudicato illegittimo. La modifica introdotta con il jobs act sui licenziamenti riguarda i nuovi assunti (da marzo 2015) nelle aziende con più di 15 dipendenti. I licenziamenti disciplinari nel primo trimestre 2017 sono stati 18.349 (+14,4% sul 2016), ma se si spacchettano quelli intimati nelle aziende con più di 15 dipendenti (8.758 casi) l'aumento è molto più sostanzioso con un +29,3% sul primo trimestre 2016 e un +68,4% sullo stesso periodo 2015, prima che entrassero in vigore le nuove norme.Domande di cassaintegrazione e richieste di disoccupazione. Probabilmente, spiegano gli analisti dell'Inps, i cambiamenti intervenuti sul fronte degli ammortizzatori sociali come la stretta sulla durata della cassa integrazione (ora due anni al massimo, estendibili a tre nel quinquennio mobile in caso di contratto di solidarietà), hanno inciso sul crollo delle domande di cassa, insieme ad una lieve ripresa economica. Nei primi quattro mesi, infatti, sempre secondo quanto rileva l'Osservatorio dell'Inps sul precariato, sono arrivate richieste per 129 milioni di ore con una riduzione del 43% sullo stesso periodo 2016.Questo andamento ha probabilmente anche spinto in alto le richieste di disoccupazione: a marzo hanno superato quota 111mila (+12%) mentre nel primo trimestre hanno superato le 380mila unità (+7% sullo stesso periodo 2016). Nei primi tre mesi si sono ridotte anche le dimissioni a 199.464 (-3,4%), probabilmente anche grazie all'introduzione della procedura online messa a punto per evitare il fenomeno delle dimissioni in bianco. Le reazioni. I sindacati hanno commentato i dati chiedendo di riflettere sulla situazione degli ammortizzatori sociali dopo lo stop all'indennità di mobilità (dal 2017) e la stretta sulla cassa integrazione. Nel solo mese di aprile, segnala l'istituto di previdenza, gli interventi della cassa ordinaria sono calati del 50,3% quelli straordinari del 62,7% e quelli in deroga del 38,2%. «Il 2017 per il mercato del lavoro si sta confermando come un anno di transizione nel quale devono essere rafforzate le politiche di sostegno e reimpiego dei disoccupati», sostiene Gigi Petteni, segretario confederale Cisl.«Le tendenze ormai sono in realtà molto stabili al di là della propaganda che si fa: i contratti a tempo indeterminato diminuiscono mentre i licenziamenti continuano a aumentare dimostrando ancora una volta che c'è ancora bisogno di tutele e protezione del lavoro. Mi pare che siamo arrivati al dunque», così la leader della Cgil Susanna Camusso.Retribuzioni. Quanto alla composizione dei nuovi rapporti di lavoro in base alla retribuzione mensile, l'istituto registra per le assunzioni a tempo indeterminato intervenute nel periodo gennaio-marzo 2017 una riduzione della quota di retribuzioni inferiori a 1.500 euro: il 32% degli stipendi contro il 35,4 dello stesso periodo nell'anno precedente.L'abusivismo edilizio da decenni sta massacrando i paesaggi italiani, soprattutto al Sud, sta provocando vittime in serie alla prima pioggia battente, o alla prima scossa di terremoto (si costruisce ovunque, anche in zone altamente sismiche), sta concorrendo allo sfacelo idrogeologico dell'Italia con danni socio-economici immensi. Eppure ci sono Regioni che, rifiutandosi da sempre di redigere e varare col ministero dei Beni Culturali piani paesaggistici, reclamano un'altra sanatoria delle mille e mille illegalità. Anzi, stavolta, a cominciare dal verdiniano senatore Ciro Falanga si sono inventati il bloccaruspe: visto che ci sono comunque sindaci e magistrati onesti i quali continuano a far demolire, per quello che possono, gli edifici costruiti in piena illegalità, loro agiscono sul versante opposto fermando le ruspe o comunque rallentandone all'infinito il cammino. Un condono permanente, senza scadenza.Veniamo alle cifre. Secondo l'Istat, neppure la crisi edilizia ha fermato l'attività illegale. Anzi. Rispetto all'anno precedente, nel 2014 il numero delle costruzioni abusive «è salito da 15,2 a 17,6 ogni 100 autorizzate», quasi un quinto del totale che nel Sud diventa il 60%, edificato dunque senza rispettare le norme urbanistiche, in nero dal punto di vista sia fiscale che previdenziale, senza servizi primari che poi sarà la comunità a pagare, spesso finanziato dal racket. Una colata di cemento in spregio ad ogni legge. Che da tempo il governatore siciliano Rosario Crocetta e quello campano Vincenzo De Luca chiedono di sanare a spese di tutti invocando «l'abusivismo di necessità» per chi lo ha praticato. Una storia da anni '50, la casa della domenica. Bugie.E il disegno di legge Falanga che, raccogliendo firme da Ala al Pd, al M5S, è già tornato alla Camera dopo il "sì" del Senato di mercoledì scorso, si appresta ad accontentarli. «È la solita, vecchia distinzione di comodo», protestano energicamente i verdi Angelo Bonelli e Sauro Turroni, «fra abusivismo di speculazione che sarà il primo a venire demolito e l'abusivismo di necessità, costituito dalle case abitate che verrà messo in coda per evitare la ruspa». Queste ultime - la maggioranza - saranno praticamente già salve. Anche perché la somma messa a disposizione dalla legge è tale che si potranno eseguire poche centinaia di demolizioni all'anno. E pensare che fra il 1998 e il 2001, l'eroico sindaco di Eboli, Gerardo Rosania, fece demolire, lui solo, 472 villette, salvando soltanto quella di un boss per insediarvi il centro intitolato a Falcone e Borsellino. È ancora vivo e vegeto. Anzi, la sua compagna, Cecilia Francese, è stata eletta nel 2016 sindaco di Battipaglia. Ma l'Italia ipocrita poi piange, a Ischia come a Messina, sulle povere vittime dell'ultima alluvione ben sapendo che quelle case costruite al di fuori di ogni regola sarebbero state spazzate via dalla prima colata di fango. Con la legge Falanga, l'abusivismo - come è sempre accaduto in presenza di una sanatoria - si riaccenderà, più virulento che mai. Pensate che in Sicilia - un tesoro per il turismo se appena fosse difesa meglio dagli sfregi continui - c'è una casa abusiva ogni 900 metri di costa; fra Palermo e Punta Raisi da anni non c'è un solo accesso libero al mare Un autentico suicidio che ora avrebbe l'avallo del Parlamento e quello della Repubblica italiana. Per questo i firmatari di un forte appello istituzionale si sono rivolti al presidente Sergio Mattarella affinché non promulghi un disegno di legge come questo per molti profili incostituzionale, destinato a premiare l'illegalità e la stessa criminalità organizzata e punendo l'onestà, il rispetto della legge, quindi operando gravi discriminazioni fra i cittadini. ©RIPRODUZIONE RISERVATA