Senza Titolo
Quella bara attorniata da migliaia di persone. I due bimbi che chiedono perché il loro babbo è lì dentro. E poi l'abbraccio enorme del mondo del ciclismo a mamma Anna, che ora, senza il suo Michele Scarponi, si troverà davanti una montagna da scalare. Non sarà sola però, il mondo del ciclismo, compatto più che mai come un gruppo pochi chilometri prima di una volata, sarà lì. Unito.Non è la prima volta che il ciclismo si trova davanti a un compagno da piangere prematuramente. Fabio Casartelli al Tour 1995, sei anni fa Wouter Weylandt con il Giro appena rientrato in Italia dopo il prologo olandese. Un anno fa alla Gand-Wewelgem un giovane belga, Antoine Demoitiè, una giovane moglie a casa, fu falciato da una moto. Due settimane dopo il compagno di squadra alla Wanty, Enrico Gasparotto, vinse, da non favorito, l'Amstel Gold Race indicando con le dita protese il cielo. Ecco, questo sarà il gesto che accomunerà i vincitori di tappa del Giro d'Italia delle cento edizioni. Perché la tragedia di Michele Scarponi, e non poteva essere altrimenti visto lo spessore sportivo e umano del campione, sarà il filo conduttore della corsa rosa.E guai a chi pensa che lo spettacolo mancherà. Perché, se c'è una cosa che i corridori sanno far bene, è onorare un compagno morto. È vero, il ciclismo spesso e volentieri ha tradito negli ultimi anni, vendendo la pelle alle stregonerie del doping, ma sono più le volte che ha fatto la storia. Ganna, Girardengo, Binda, Coppi, Bartali, Anquetil, Gaul, Merckx, Gimondi, Moser, Saronni, Bugno, Chiappucci, Indurain, Pantani, Contador, Nibali. Campioni che hanno fatto la storia della corsa rosa, che a sua volta ha accompagnato un secolo e più di storia d'Italia. Campioni che, nel momento della tragedia, sanno cosa dire. E bene: «Daremo spettacolo al Giro d'Italia - ha detto la maglia rosa uscente, Vincenzo Nibali - ognuno di noi darà qualcosa in più per onorare la memoria di un grande uomo».È vero, non ci sarà Fabio Aru, appiedato da una caduta e che avrebbe dovuto essere sostituito in plancia di comando dell'Astana, proprio dall'Aquila di Filottrano, ma Nibali targato-Bahrain, per fare un tris che lo collocherebbe al livello dei grandissimi, dovrà faticare alquanto. Perché il favorito di questo Giro si chiama Nairo Quintana. Dopo la Tirreno-Adriatico è andato a casa in Colombia ad allenarsi. Scenderà con una forma pazzesca. Occhio poi al duo Sky Geraint Thomas-Mikel Landa, alla voglia di rivincita dell'olandesone Steven Kruijswijk, alle ambizioni del gemellino Adam Yates e del francese Thibaut Pinot, di Bauke Mollema o Tejay Van Garderen. Occhio al giovane Davide Formolo, super alla Liegi. Peccato che salterà allo sprint la rivincita delle Olimpiadi di Rio Elia Viviani-Fernado Gaviria. L'oro olimpico è stato lasciato a casa da Sky. Ecco. Immaginiamo quei due bimbi davanti alla tv, come facevano sempre, a cercare il loro papà tra quei campioni. Non sarà facile raccontare questo Giro.