Discariche abusive ovunque, in strada Levata anche eternit

FAVRIA Le sponde del corso d'acqua che costeggia strada Levata, a Favria, sono diventate discariche a cielo aperto. Discariche abusive e semiabusive, poiché in un tratto della strada c'è in bella vista un punto raccolta gestito dal Comune con all'interno rifiuti di ogni genere. Certo, l'area è chiusa, c'è un cartello che intima di non abbandonare rifiuti e un secondo che rimarca come la zona sia sotto il controllo di una telecamera, ma le campagne di sensibilizzazione contro chi non ha alcun senso civico sono di un'inutilità totale se poi non si controlla. Lungo strada Levata, una via di campagna che sa trasformarsi in un luogo appartato e sicuro, una discarica chiama l'altra, e i rifiuti si aggiungono ai rifiuti. C'è di tutto: elementi d'arredo, come poltrone e vecchi mobili, e un'infinità di sacchetti d'immondizia che invece di essere deposti nei tradizionali cassonetti si preferisce gettare nella campagna, come se non esistesse la raccolta differenziata. Il problema, però, sta proprio nella tipologia dei rifiuti di cui ci si è voluti disfare. Ed ecco, dunque, che tra gli altri compaiono le pericolose lastre di eternit, amianto, le cui micro polveri si sa quale effetto abbiamo sulle persone. E che dire degli ingombranti: c'è un servizio gratuito a disposizione dei cittadini, è sufficiente concordare la data e l'orario del ritiro e gli addetti della Teknoservice vengono a ritirare il materiale, e a costo zero. Evidentemente, non interessa.Il problema sta diventando anche oggetto di discussione nella campagna elettorale, tanto che il leader dell'attuale gruppo di opposizione, Vittorio Bellone, candidato a sindaco nella lista lista civica Vivere Favria preannuncia che nei prossimi giorni verrà divulgato un volantino in tema di ambiente. «È un problema reale che va affrontato seriamente, compresa la gestione del punto raccolta del Comune che così non ha ragione di esistere - sottolinea Bellone -. Infatti, come amministrazione non è consentito allestire una discarica per i rifiuti, ma in via eccezionale solo un punto raccolta per gli ingombranti non inquinanti in una zona controllabile». A ridosso della chiesa di San Rocco c'è un deposito di materiali messo in piedi dal Comune che forse non sarebbe sbagliato chiamare "discarica". All'inizio c'era un cassonetto, ora, nemmeno quello. «Il provvisorio è diventato definitivo e agli ingombranti si sono aggiunti altri rifiuti, ma si sapeva già - aggiunge Bellone -. Qualora eletti, uno dei primi provvedimenti in tema di ambiente sarà la chiusura e la bonifica dell'area. Subito dopo, insieme agli enti di competenza individueremo un sito idoneo, non prossimo alle acque irrigue, non nel verde, non a due passi da casa di tutti». (s.z.)