Da Burolo e Saint-Pierre per morire sul Titanic

TORINO C'erano anche un canavesano e un valdostano tra le oltre 1.500 vittime dell'affondamento del Titanic. Una mostra, Titanic - The Artifact Exhibition, allestita negli spazi della Promotrice delle Belle Arti di Torino (zona Parco del Valentino), li ricorda assieme all'elenco degli altri 35 italiani morti nella tragedia. Era il 15 aprile del 1912 quando il più grande transatlantico sino ad allora mai costruito, sparì nelle gelide acque dell'oceano dopo una collisione con un iceberg. Un evento entrato nella storia trasformato anche in epopea cinematografica. Un memorial wall ricorda l'elenco di tutti i passeggeri tra dispersi e salvati, con particolare cenno agli italiani. E tra questi, Giuseppe Fioravanti, 23 anni, nato a Burolo e residente a Southampton. Lavorava nelle cucine della grande nave e il suo corpo non fu mai ritrovato. Faceva parte dell'equipaggio come cameriere anche il valdostano Pietro Bochet, 43 anni, nativo di Saint-Pierre. Dopo aver sposato Margherita Martinet, la coppia aveva deciso di adottare una bimba. Anche il suo corpo non venne mai identificato.Oltre alle informazioni sulle vittime e sulle storie più significative, l'esposizione presenta per la prima volta in Italia dopo aver conquistato nel mondo oltre 25 milioni di visitatori, pezzi autentici della nave, oggetti originali di proprietà dei passeggeri, la ricostruzione in scala reale di una cabina di prima classe ed una di terza classe, il celebre ponte principale, reperti e filmati dell'epoca. Un viaggio nel tempo nel cuore della nave dove è possibile anche sentire risuonare il rombo delle caldaie; una parete reale di ghiaccio fa comprendere le condizioni di freddo delle prime ore del mattino del 15 aprile 1912.A disposizione anche audioguide che raccontano la collisione con l'iceberg e l'affondamento della nave ritenuta all'epoca "inaffondabile". Gli oggetti esposti sono il frutto delle numerose spedizioni effettuate tra il 1987 ed il 1994 da Rms Titanic. In tutto sono stati riportati alla luce oltre 4.000 pezzi dal fondo dell'oceano. Una parte è stata selezionata per la mostra torinese che è aperta tutti i giorni, dalle ore 10 alle ore 20 (al sabato dalle ore 10 alle 22). Il prezzo del biglietto di ingresso è un po' salato: si va dai 18 euro dell'open per scendere ai 16 euro dell'intero; il ridotto per over 65 anni, disabili è di 13 euro, i bimbi dai 3 ai 12 anni pagano 8 euro. All'acquisto online, possibile sulla piattaforma Ticketone, va aggiunta una prevendita di 1,5 euro. Siete pronti a salpare? L'esposizione è aperta sino al 25 giugno. Amelio Ambrosi